Che non passi inosservato, questo ep di esordio dei The Vox, quartetto da Ancona sbocciato da una giovanile infatuazione Oasis ma più avanti vivaddio illuminato sulla via del rock albionico più turgido, di quello per intendersi che imperversava al crocicchio tra sessanta e settanta.
Se i Beatles - soprattutto quelli più scellerati e acidi della fase tarda - sono punto di riferimento conclamato, le adrenaliniche effusioni blues rimandano senz'altro all'impeto Ten Years After, così come non si escludono influenze da parte di fighetti trogloditi quali Small Faces e i primi Kinks. Ma non sto parlando della solita banda furbetta a base di nostalgie muffose, ché così fosse non ne parlerei proprio: l'hic et nunc si esplica bello tosto, con spasmi & deliri che bazzicano le recenti fregole british (dai Bloc Party ai Franz Ferdinand passando da certi garruli invasamenti Supergrass) venati talora di angosciose sottigliezze in derapage tra Kula Shaker e – ma guarda un po’ -Radiohead. Soprattutto, questo biglietto da visita in cinque pezzi originali abbozza una personalità cui preme mostrare tutta la contagiosa veemenza, fregandosene di sembrare en vogue o demodé. Risultando perciò gradevole e immediata come la pacca sulla spalla del tuo migliore amico. Quasi dimenticavo: download gratis via Anomolo records.
(6.8/10)
Scheda: Vox (The)
Pubblicazione: 01 Ottobre 2008
File under: rock
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