Recensione
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Genere

weird folk, free folk, ambient drones

Data di uscita

Marzo 2008

Pubblicazione

22 Marzo 2008

Natural Snow Buildings, Isengrind, TwinSisterMoon

The Snowbringer Cult

Students Of Decay

Solange Gularte (Isengrind) e Mehdi Ameziane (Twinsistermoon) sono al loro secondo disco ufficiale (Laurie Bird, il primo, sotto il moniker collettivo Natural Snow Buildings, è uscito pochi mesi fa' per la Students Of Decay), ma per più di qualcuno sono già un culto.

Questo doppio album, che raccoglie i lavori solisti del duo francese e il loro progetto a quattro mani, rappresenta forse la mossa più lucidamente visionaria che si sia compiuta di recente in ambito drone folk.

A partire dallo sciamanismo esotico di Isengrind, cartina di tornasole di viandanze freakedeliche, che richiamano Hala Strana, passando per i Grails (To Ride With Halle, Skull Ornaments) fino ad arrivare all’ armonica glaciale di His Winterbed, dove gli Stars Of The Lid sono una porta dimensionale per peregrinazioni cosmiche tra deserti e minareti.

Piccoli raga annegati in una pioggia di synth e cordofoni (Wooden False Face) e affreschi onirici da Mille E Una Notte (Anima Sola) chiudono il primo capitolo.

Twinsistermoon non si discosta di molto dalle tracce precedenti, ma se da una parte ne accentua i toni, rincarando percussioni e coralità, dall'altra ritaglia le vesti al folk classico di Vashti Bunyan (The Spears Of The Wolfe).

E la dicotomia percorre l'intera opera, con variazioni in un verso (le voci inghiottite nella psichedelia sporca di Order Of Dreamt) e nell’altro (Spells, Water Barrier), con occasionali virate ambient (la reverie di bordoni vagamente irlandesi di Bones Memories) volte a disgregare in un vortice rallentato le nostalgie revivalistiche.

Il secondo disco celebra in un solo corpo la liturgia cupa e spacey di cui sopra, raggiungendo l' apice nel rito sacrificale della title track. Flashback di guerre puniche e pandemoni vengono sciorinati in una coltre alla  Flying Saucer Attack.

A tratti si rischia la prolissità, anche per la presenza di molte tracce dalla durata maggiore di dieci minuti, ma per un lavoro ambizioso e avvertito (nell'accezione free e antierudita del termine), qual’è The Snowbringer Cult, il difetto è trascurabile.

(7.6/10)

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Francesca Marongiu
Francesca Marongiu (Album 2008)