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Christmas 1979 Wild Billy Childish
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Garage punk Voti redazione e staff

Wild Billy Childish

Christmas 1979

Damaged Goods

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E così, vista l'improvvisa gloria che ha bagnato il formidabile Wild Billy, quelli di Damaged Goods hanno pensato bene di affidargli il tradizionale compitino natalizio. Ma anziché il solito singolo, perché non un album tutto intero? Da uno come Childish puoi aspettarti di tutto, anche che risponda di sì. Ed ecco quindi un dodici tracce assieme ai musici dell'impero britannico, pezzi nuovi e pezzi tratti dal vasto repertorio, la consueta seriosità invasata ed il faceto selvaggio al servizio d'un garage ragliante, scabro, generoso. Che non si vergogna di scampanellare come un babbo natale psicopatico (Knick Knack, Paddy Wack), di elargire un siparietto circa i rimpianti Sonics (ad introdurre una impellente Santa Claus), di falcidiare disincanto e amarezza come un punkster affranto (la splendida title track), approfittando dell'occasione per omaggiare la spasmodica arguzia dei famigerati The Who, citati più o meno esplicitamente in Father Christmas Is Dressed In Green, parafrasati nella travolgente A Quick One (Pete Townsend's Christmas).

La differenza con gli analoghi prodotti in commercio sta tutta nella convinzione, una cosa che puoi avvertire sia in una turgida emulsione punk-blues (Christmas Hell) che di un siparietto goliardico (Dear Santa Claus). Lo capisci insomma che questi la passione se la portano a letto, non è roba che se ne va dopo un paio di iacuzzi, è un bubbone nel cervello che non si ravvede e ti fa vedere il mondo a modo suo

(7.2/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2008

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Ristampe, Compile, Live 2007)

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