Recensione
Population Most Serene Republic (The)
Cover image
Pop Voti redazione e staff

Most Serene Republic (The)

Population

Arts & Crafts

Bookmark and Share Gallery

Molti dei magniloquenti dischi del canadian pop non sono fatti per stare sullo sfondo di una navigazione internettara ma neanche per colorare piccoli soggiorni con altrettanto modesti stereo casalinghi. Sono dischi che abbisognano di spazi e di volume. È roba da scaldare il cuore ma non proprio con strofe e ritornelli. È un tuffo in una broda marina esotica. Una chiesa folk-psych ad alto contenuto emotivo, ovvero un tripudio di chitarre scintillanti e synth aerei, batterie spumeggianti e xilofoni zuccherini, senza contare i fiati e il “chi più ne ha più ne metta”. Del resto, il motto è sempre il medesimo: tanti amici e tanto posto per l’entusiasmo di ognuno con i consueti Broken Social Scene a fare da padrini e ispiratori.

Detto questo il monito vien da sé: se non amate alla follia questi aspetti è meglio cambiare strada perché Population, seguito più colorato e barocco del suo predecessore, è un album esagerato, accecante al limite dello sbarramento retinico. Un lavorio di cavalcate e intermezzi al piano classico, baguette lunghe un chilometro d’assoli e rifforama il cui tripudio finisce per ridurre le liriche a una marmellata indistinta e indistinguibile di falsetti-psych. Le uniche pause sono una terna di stacchi di samba come di cocktail music, momenti separati di un approccio che non è proprio avant, piuttosto un indie chitarristico debordantemente corale, un cono gelato millegusti scaraventato contro un muro. A conti fatti, toccherà imbiancare.

(6.0/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2008

File under: Pop

| Archivio
Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2008)

Rss
copertina pdf #91