Recensione
Baldamore Hadouk Trio
Cover image
Etno Jazz World Voti redazione e staff

Hadouk Trio

Baldamore

Naïve Maison D'Artistes

È rimasto coi Gong anche dopo la dipartita di Daevid Allen, e oltre ad aver impreziosito la famigerata trilogia Radio Gnome, ha registrato gli ultimi capitoli degni di nota della band, ovvero Shamal e Gazeuse. Didier Antonin Malerbe, flautista classe 1943, da qualche anno è parte integrante del progetto Hadouk, in principio una questione a due – lui più il tastierista Loy Ehrlich – per poi evolversi, con l’aggiunta del percussionista americano Steve Shehan, nel trio oggi conosciuto. Baldamore aldilà dell’essere il sesto capitolo della loro discografia è anche il secondo live, registrato questa volta nell’ accomodante Cabaret Sauvage parigino, dopo À FiP del 2004 e la sostanza non cambia: jazz che va nell’etno, come una versione educata dei Gong per il piacere di rilassanti centri benessere. Roba, insomma, per the pomeridiani mentre si discorre dei tanti se e dei tanti ma che affollano le nostre esistenze, coi pensieri che si combinano alle salmodie di Malouma Mint Meidah – guest come i bongos di Bachar Khalife e la tromba di Nicolas Genesi – nella mistica Tourneblues oppure con gli stessi ad incunearsi negli impeccabili strumentali – quasi tutti -  che poi sono il canovaccio dell’opera. Tecnica oltre la media col DVD a documentarne le gesta.

Per palati affini a certe pagine del Sylvian in gessato o, più semplicemente, ai tanti che una volta ritiratisi dopo una stressante giornata lavorativa cercano l’oasi in una stanza.

(7.0/10)

Scheda: Hadouk Trio

Pubblicazione: 01 Gennaio 2008

File under: Etno Jazz World

| Archivio
Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2007)

copertina pdf #91