Non costituisce regola scritta che una squadra composta da campioni porti a casa il risultato e, del resto, quanti “supergruppi” hanno mai realmente funzionato nella storia? Ben altra faccenda è l’allinearsi di talenti che porta a felici risultati, se c’è qualcuno o qualcosa a tirare le fila in studio. Questo il presupposto a monte del secondo lp di Gal Costa, pubblicato a pochi mesi di distanza dall’esordio sulle ali di un terzetto di brani scritti dai maestri della rivoluzione tropicalista Veloso e Gil, degli arrangiamenti orchestrali immaginifici ma deviati di Rogério Duprat (uno che aveva studiato con Stockhausen e Boulez) e di un’atmosfera acida in costante bilico tra nevrosi ed estasi.
Sulle prime lo dici schizofrenico, Gal, per quel suo alternare un’idea di psichedelia carioca meno caleidoscopica rispetto ai Mutantes e impervie escursioni lungo scalate vocali degne di Yoko Ono (in arrivo da Patty Waters e pronte per un futuro fatto di reggae, lunaticità e ironia con Slits, Ludus e Rings…). Accade più che altro nella seconda parte del programma, uno psicotico dipanarsi tra distorsioni ed attimi estatici, ottoni errebì e strepiti jungleschi, impazzire di nastri e dispiego d’effettistica. Ne apprezzi sia il coraggio che l’imbrigliare a stento la frenesia in Com Medo, Com Pedro, nel mentre ti domandi cosa c’azzecchi tutto ciò con l’apertura spigliatamente beat-pop saporosa di Stereolab Cinema Olympia, con una fenomenale Tuareg - firmata Jorge Ben, come la “post-samba” Pais Tropical - che congiunge Rio delle Amazzoni e Nilo; oppure con un flash californiano d’ugola costantemente sotto torchio come Cultura e Civilizacao e il Bacharach scosso da wah-wah e gioiosi scorticamenti vocali Meu Nome é Gal.
Poi rammenti che in quel Brasile tutto era ritenuto possibile, secondo il famoso proclama “proibito proibire”: in altre parole, valeva sempre e comunque la pena osare, guardare in faccia l’eccesso e talvolta in parte soccombervi dimostrandosi umani. Un applauso alla Dusty Groove per aver tolto dal dimenticatoio questo ulteriore tassello che allarga la visione d’insieme su una stagione creativa e tuttora attualissima.
(7.8/10)
Scheda: Gal Costa
Pubblicazione: 03 Luglio 2008
File under: Tropicalia
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