Recensione
Descension Aluk Todolo
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Noise Voti redazione e staff

Aluk Todolo

Descension

Public Guilt

Vengono da Oltralpe, gli Aluk Todolo. Più precisamente dalla Francia. La loro è una musica totalmente dedita alla psichedelizzazione del rumore più maschio. In Obedience la prassi dell'ensemble prevede anche l'uso di una drum-machine. Il che rende il brano qualcosa a metà fra i vecchi Whitehouse e dei Chrome sfatti negli orditi cingolati imbastiti all'epoca degli album su Siren (1976-1979). In Burial Ground la furia bestiale, quasi in una ideale oasi per il bruit più oltranzista, si mitiga. Appare una chitarra che ciondola fissa su d'un riff, e l'atmosfera si fa fumosa e allucinogena.

La ripetizione, ossia l'arte del diverso nell'identico, parrebbe giocare un ruolo decisivo in queste tracce fatte di denso rumore. Non sempre però vi riesce, la monotonia nello sviluppo dei pezzi prende il sopravvento. Così accade che Woodchurch sia semplicemente un incrocio, non molto ben riuscito, fra i primi due pezzi in scaletta e le loro differenti modalità, laddove la conclusiva Disease è fose la cosa più interessante del lotto. Una sorta di blues ferroviario cibernetico come suonato dai Chrome di Abstract Nympho. Non è molto per salvare questo disco. Ma è già qualcosa su cui lavorare per salvare il prossimo.

(6.0/10)

Scheda: Aluk Todolo

Pubblicazione: 01 Gennaio 2008

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