Recensione
Songs From A Mean Season Tulsa Drone
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Post rock Voti redazione e staff

Tulsa Drone

Songs From A Mean Season

Perpetual Motion Machine

Erik Grotz (chitarre), Scott Hudgins (basso), Peter Neff (bass dulcimer), Jim Chandler (basso e chitarre) e Kevin Cornell (percussioni) sono i Tulsa Drone. Se qualcuno mai ricordasse, o avesse avuto a cuore, quell'ensemble “puramente strumentale” che fra '80 e '90 incise per la SST sotto la ragione sociale di Alter Natives, ebbene sappia che anche i nostri provengono da Richmond, Virginia, e che alcuni dei loro membri hanno fatto parte di quel gloriosissimo combo (ricordiamo almeno l'lp Group Therapy, 1989, col sax di Eric Ungar).

The Hard Ride, Aurora Paralysis, Sliang Laos e The Griefbirds gli altri a cui, a diverso titolo e in diverse fasi della loro carriera, i membri del gruppo hanno messo mano. Rispetto all'esordio, datato 2004 e dal titolo No Wake, manca Jim Thomson che ha lasciato la band, si è traferito a New York ed è stato rimpiazzato dal notevole Kevin Cornell. Songs From A Mean Season può, a ragione, essere definito l'ultimo “classico” del post-rock scuola Louisville. Quello di marca Slint, Shipping News e For Carnation, per intenderci. Con riferimenti ogni tanto a Rachel's e affini. Iniziamo l'ascolto, idealmente, da We'll Take Oregon Hill. Spettrale come i For Carnation dell'album omonimo, percorsa da brividi e piccole scosse del dulcimer, solcata da frasi di piano e di chitarra che ne dilatano l'ansia stemperandola in una sorta di bucolico paesaggio interiore. Fitto di nebbie, fitto di paure docili quanto incomprensibili. Un gioellino di dizione comunicativo-emotiva. Monongahela gli sta invece agli antipodi, liquida e carezzevole com'è. Ogni brano ha però un suo volto peculiare, una sua ragione intima d'essere, una sua emozione o tensione lirica a guidarlo fra le dilatazioni chitarristiche imperanti.

I Tulsa Drone potrebbero essere gli Scenic senza deserto, ma con visioni filmiche e cooderiane di quello che può essere un deserto immaginario per i post.rocker. Ancora meglio fa, in costruzione armonica, il country dimesso di There Ins't A Single Star In The Sky, che forza lentamente un crescendo melodico delicatissimo, conducendolo sino alla fine dei suoi 9 minuti di durata. I Tulsa Drone, idealmente, sono l'ultimo grande ensemble di post rock degli Anni '90. E non snobbateli solo perché son oggi, a quasi due anni dal termine dei Duemila, sminuiti e obliati!

(8.0/10)

Scheda: Tulsa Drone

Pubblicazione: 01 Gennaio 2008

File under: Post rock

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Massimo Padalino
Massimo Padalino (Album 2006)

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