Criptico e inintelligibile, distante e cerebrale. Il nuovo lavoro di AGF segna lucidamente la differenza che separa l’artista berlinese dal resto della comunità glitch. AGF innova, sperimenta, non si ferma su una soluzione ovvia che sia una. In un territorio così abusato come questo tra l’altro. Accompagnato da un libretto che per ogni brano prevede un’immagine (foto di testi, alfabeti, segni calligrafici fatti da lei stessa), Words Are Missing gioca le carte dell’astrattismo techno, dell’informale glitch, dello sperimentalismo avantgarde, nel tentativo di elaborare un linguaggio paraverbale che si alimenti di silenzio e segni da decodificare o che si perda nel caos di ritmiche sempre più irrequiete e irregolari.
Questo si traduce in un lavoro complesso sul piano formale. Se le parole perdono la loro capacità di portare con sé un significato diventano fonemi astratti, elementi di suono da far interagire con la musica, con il silenzio o con il rumore. Il puro e semplice suono della voce umana. E’ su questo elemento concettuale che ruota il lavoro e in particolare il trittico Letters Make No Meaning (Weapons No War Germs No Disease) I, Cognitive Modules Party II e Ooops For Understanding III.
Rispetto al precedente Westernization Completed la mano di AGF si dimostra ormai padrona di una sapienza luciferina, evidentemente alimentata dalle collaborazioni con Zavoloka e Vladislav Delay. Altrove nel disco urla di terrore e sospiri ansiosi (Presswehen); riflessi spesso industriali e dub che appesantiscono le andature meno frenetiche (Mohr und die Raben von Londonm); epilettici cut-up fonetici su visionarie costruzioni glitch (I-War), ansiosi ricordi di una visita da sedicenne ai campi di concentramento di Buchenwald o omaggi alle parole crociate.
Testardamente impegnata nel suo obiettivo, quello di costruire un nuovo linguaggio possibile, dove la parola non sia serva di nessun significato e l’elettronica di dimostri un terreno sui cui investire.
(7.0/10)
Scheda: AGF
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