Recensione
Space Programs Usa Is A Monster (The)
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Noise prog Voti redazione e staff

Usa Is A Monster (The)

Space Programs

Load Records

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Presa coscienza che l’ormai iperabusata formula a due chitarra/batteria in modalità noise-parossistica alla Lightning Bolt potrebbe cominciare a mostrare la corda, Colin Matthews (chitarra) e Thom Hollman (batteria), al secolo The Usa Is A Monster rielaborano la loro personale via al prog schizoide e mutante.
In primo luogo rallentando i tempi rispetto all’ultimo e ottimo Sunset At The End Of The Industrial Age (Load, 2006) e comprimendo i ghirigori strumentali in frasi musicali eccentriche e deviate ma non invasive. Anche l’impatto vocale frontale viene ridotto in favore di un sing-a-long stranito e straniante. Vicino sia a certa psych sixties, sia ad una sorta di cantilena post-atomica, anzi ninnananna da post-war folk psicotico.
A volte ad esser sinceri la cosa non funziona appieno e si scivola sul prog-fusion di All Or Nothing o nel grottesco AOR di Above All It’s The Song che sembra una parodia acida del prog più deleterio con tanto di coretti e voci in falsetto. Sinceramente aberrante.
Molto più spesso esce fuori un ibrido frankeinsteiniano di volta in volta orientaleggiante (Cocaine Wedding), psicoide (lo scioglilingua di Tulsa), orrorifico (i Parts&Labor a 78 giri di Ice Bridge).
Difficile definire la quarta release di un gruppo come un album di transizione, ma è proprio quella la sensazione che si ha all’ascolto di Space Programs. C’è di buono che sono più le cose positive di quelle francamente opinabili. Cosa questa che ci fa ben sperare negli sviluppi futuri del duo di nativi americani.

(6.4/10)

Pubblicazione: 01 Novembre 2008

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2008)

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