Recensione
Secrets Chimiques Taras Bul'Ba
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Noise rock Voti redazione e staff

Taras Bul'Ba

Secrets Chimiques

Wallace Records

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Si parte dritto per dritto, senza fronzoli né complimenti. Cranioterapia è una penetrazione incisiva nella testa dell’ascoltatore. Zeni Geva all’ennesima potenza con un controllo della materia spaventoso, math si direbbe. L’immaginario è post-apocalittico come certi suoni sono grossomodo post-hardcore in partenza. Ma già verso la metà si apre uno spiraglio: non è luce, ma è distensione. Inquieta e poco rassicurante che sia, è uno degli elementi cardine di questo Secrets Chimiques.

La capacità cioè di manipolare la materia – ora magmatica, ora tambureggiante, ma sempre infiammabile – con una padronanza tecnica e stilistica fenomenale. Senza parlare del fatto che quei 5 minuti iniziali contengono idee sulle quali molti altri gruppi, non solo italiani, costruirebbero una intera discografia.
Quella di TB è roba spessa, viscerale e il procedere vertiginoso e fratturato non è mai cervellotico. Resta sempre questione di stomaco. Che sia il basso-caverna unito alle aperture spacey di Khyber Pass o la epocale Disformofobico (dagli Zu agli ultimi Anatrofobia con olimpica nonchalance).

Quando la materia si sfalda ancor più a fondo e escono paesaggi altri simil Lovecraft, come in Providence, o nello sguardo malato ad oriente di Toktamis (ideale soundtrack di Funny Games), a pulsare però è sempre quella latente traccia di umana follia.

Una prova matura, classica nel suo rimandare ad un universo riconoscibile senza però mai lasciar trasparire la benché minima traccia di imitazione pedissequa

(7.0/10)

Scheda: Taras Bul'Ba

Pubblicazione: 01 Novembre 2008

File under: Noise rock

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