Con Bits, gli statunitensi Oxford Collapse riescono finalmente a trovare se stessi. Niente di rivoluzionario, ma sicuramente qualcosa di molto più scorrevole e sincero rispetto al loro esordio. Infatti, se nel 2005 con Remember The Night Parties i Nostri restavano impanati anonimamente in una formula a metà tra post-hardcore e quel “nuovo” rock alla Franz Ferdinand che imperava un po’ ovunque, con questo nuovo album riescono a far emergere tutti i loro buoni intenti. Sdoganandosi completamente dalle mode odierne, gli Oxford Collapse rievocano il passato, ovvero quello autenticamente underground a cavallo del 1990.
E, seppur derivativamente, lo fanno più che bene. Minutemen, Husker Du, Dinosaur Jr, Sebadoh, addirittura i Jawbreaker e i Gaunt, ma anche i Pavement: ci sono quasi tutti. Melodie e ritmiche freneticamente sbalestrate, farcite ora con ruvide distorsioni, ora con vivaci passaggi acustici. Difficile oggigiorno risultare così onestamente “indie”. Questo è ciò che sono, e noi gradiamo l’onestà.
(6.6/10)
Scheda: Oxford Collapse
Pubblicazione: 01 Agosto 2008
File under: Indie Rock
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