Recensione
Self Titled Magicfolk
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Psych Folk Voti redazione e staff

Magicfolk

Self Titled

Glover

Il debutto di questo settetto del Norfolk è tra i dischi più sorprendenti che mi sia capitato di recente. E pensare che non gli mancherebbero i requisiti per finire d'amblé liquidato: dall'artwork vagamente new age a quei titoli che sprizzano mitologismo più esteriore che altro, per arrivare ovviamente alle canzoni, tutte originali eppure capaci di sembrare altrettante cover degli empiti nostalgici - o se volete delle ossessioni - di Michelle e Ben Glover, fondatori del combo nonché autori di quasi tutto il repertorio.
Ossessioni a base di folk psichedelico sbilanciato prog, mistura Jefferson Airplane, Clannad e Fairport Convention con additivi Jethro Tull, spore Pink Floyd e - massì - un velo di emulsione Dead Can Dance: perlopiù materiale da festival muffoso tendente alla festa di San Patrizio? No. Non solo, almeno. Il sortilegio in qualche modo attraversa le membrane degli altoparlanti e ti fodera d’un incanto convincente. Tutto appare consono nel suo sottovuoto autoreferenziale, coerente, attuale e completo. Ricco addirittura coi flauti e i sax che guizzano improvvisi a baluginare apparizioni Catapilla, con la voce bella ma bella davvero di Michelle ad assolvere la fin troppo algida epifania dei synth, coi controcanti e le tessiture di chitarra e l'improvviso spasmo elettrico e un senso di delirio che infebbra le visioni arcadiche.

Autoreferenziale se e quanto volete, chiuso nel proprio illusorio gioco di specchi, ma in grado di strapparsi una propria lucida ragion d'essere. La quale – che altro dire? - diverte.

(7.0/10)

Scheda: Magicfolk

Pubblicazione: 01 Maggio 2008

File under: Psych Folk

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2008)

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