Recensione
The Two Of Us Lili Z
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garage-noise Voti redazione e staff

Lili Z

The Two Of Us

Pollymaggoo

Torna a solleticarci l’immaginazione e stuprarci le orecchie la signora più temibile del rock indie francese. In libera uscita dai Volt la veterana del garage-noise d’oltralpe stupisce con un album non banale in cui fa tutto da sola. Compone, suona chitarra, basso e drum-machine, canta e, udite! udite!, non si fa prendere dal morbo tipico del side-project, ovvero non si lascia trascinare nelle secche del disco acustico-intimistico.
Qui c’è sostanza noise, volumi garage a grana grossa, assalti cacofonici ben calibrati. La rocker francese di base sfrutta la sintassi del gruppo madre, ma la depura dagli svolazzi dei synth e la rende scheletrica, scarnificata, essenziale.

La chitarra macina riff minimali dalla radice post-punk e dalla riuscita plurima: aggressivi, distorti, sporchi, a volte industrial-rock, a volte quasi metal; la voce è spiritata e indemoniata, lancinante, ferita, urlata. Metà Siouxie, metà una sorellina ramone fuori tempo massimo. Ma anche maleficamente riflessiva e ossessiva quando Lili si sdoppia nelle sue due personalità: ascoltate Dark Toilet e ditemi se non è psicosi allo stato puro.

Alla fine della mezzora la sensazione è quella di un disco sentito, voluto. Una sorta di catarsi intima. Personale. Necessaria. A Lili, ma anche a noi.

(6.8/10)

Scheda: Lili Z

Pubblicazione: 01 Giugno 2008

File under: garage-noise

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