Recensione
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Electro pop Voti redazione e staff

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Thrill Jockey

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Dopo una serie di release in formato minore che avevano fatto crescere a dismisura l’hype intorno a questo duo d’adozione newyorchese – testimoniato anche dalla nostra indagine sullo Smell sound di un paio di mesi addietro –ecco arrivare finalmente l’esordio ufficiale. Non la prima prova lunga a dir la verità, visto che 03/07 – 09/07 raccoglieva molti dei pezzi sparsi tra compilation e 7 pollici, ma questo omonimo racchiude in sé tutti i crismi del debut album.

In primo luogo la freschezza e l’incoscienza nel proporre 10 gemme lunari e aliene di pop elettronico che vive di decostruzioni glitch e quartomondismo infantile lontano da qualsivoglia riferimento contemporaneo. Act unico quello formato dalle stramberie sonore di Robert Barber e dalla voce eterea e squassata di Mary Pearson; capace di far convivere le Hawaii con i Kraftwerk, i Dead Can Dance meno rarefatti col glitch-pop, influssi gamelan e tribalismi synthetici.

Ottimo esordio capace di condensare universi differenti in microsuite da 2, 3 minuti al massimo.

(7.2/10)

Scheda: High Places

Pubblicazione: 01 Novembre 2008

File under: Electro pop

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2008)

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