Recensione
Outland Marie Modiano
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folk pop Voti redazione e staff

Marie Modiano

Outland

Naïve Maison D'Artistes

Son sempre più convinto che in Francia siano davvero in grado di dar valore e coccolare il “vivaio” nazionale di giovani artisti. Magari non godono di così numerosi talenti da far spellare le mani dagli applausi, però sanno come mettere in luce chi anche è solo capace di superare la sufficienza.

Non è il caso di Marie Modiano, che alla semplice sufficienza non s’abbassa nemmeno lontanamente, è unicamente una constatazione dei fatti. Certamente, della capacità di valorizzazione autoctona tipica dei transalpini, ne ha comunque goduto anche Marie.  Adulata e vezzeggiata da televisioni, carta stampata e radio, la cantautrice ha dato alle stampe il suo secondo album. Impossibile ignorare il cognome illustre che si porta dietro (il padre è celebre scrittore in patria e non solo), capace certamente d’aprirle qualche porta o di far alzare qualche antennina a discografici e addetti ai lavori, ma quando tutto ciò è pienamente meritato sul campo, non si può che approvare e benedire la corsia preferenziale sulla quale l’artista viaggia. Outland, come titolo suggerisce, è opera interamente in inglese, quindi ben lontano dallo sciovinismo linguistico francese. Cantato in un perfetto inglese per giunta. È opera pop, ma che dal pop trae solamente le mosse, lasciandosi condurre dal folk (anima fondamentale che identifica Marie) e giungendo sino ad ambienti rock e country, si “permette” di godere anche di raffinatezze jazzistiche che lo colmano di particolari. Automatica conseguenza che Marie Modiano si candidi, con assoluta semplicità e merito, a divenire una novella Suzanne Vega. Figura schiva la sua, discretamente tenebrosa, artista capace di farsi consapevolmente influenzare dalle numerose esperienze vissute, ma in grado, allo stesso tempo, di conservare classe e ricercatezza di stile. Outland è opera che la riflette molto, facilmente inquadrabile come disco d’atmosfera, malinconica, da lasciar scorrere in sottofondo: ritmiche mai invasive, voce placidamente calda, e in alcune occasioni profonda e nostalgica.

Testi (scritti in tutto e per tutto da Marie stessa) intimi quanto basta da non risultare soprammobili nell’economia domestica dei brani e arrangiamenti, come detto, particolareggiati, che rimandano a composizioni jazzistiche e strizzano l’occhio all’esotico (numerosi cameo di strumenti “rari” come ukulele, banjo, dobro). Se cercate pacatezza, raffinatezza e eleganti ballate folk 

(7.0/10)

Scheda: Marie Modiano

Pubblicazione: 01 Ottobre 2008

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