Recensione
Texture vitra Luigi Turra
Cover image
elettroacustica Voti redazione e staff

Luigi Turra

Texture vitra

Koyuki sound

Bookmark and Share Gallery

Giappone come fulcro di partenza o d’arrivo di un ascetico percorso di composizione sonora; dalle simboliche installazioni elettroacustiche di Enso, legate all’ideogramma giapponese, alla simbiotica unione con l’architettura contemporanea. Architettura come spazio di lettura, dunque, per il progetto del giovane compositore sound-artist Luigi Turra, formato 3”, quasi a voler contenere o trattenere nella leggerezza delle minimali linee raffinate dell’imballaggio la materica dialettica della forma compositiva.

Come Karlheinz Stockhausen percepiva una camera esagonale come forma in cui comporre, Turra trova nel “Vitra Seminar House” di Tadao Ando lo spazio in cui far dialogare la sua arte. Uno spazio che da contenitore diventa contenuto di un'unica traccia -  poco meno di una ventina di minuti - di rarefazioni sottili e pulviscoli sonori, nella quale la “condizione del luogo” diventa strumento necessario ed adatto per comporre. L’edificio, immerso in una zona boscosa, parzialmente interrato, si snoda tra forme geometriche semplici di cerchi e quadrati, materici pieni e vuoti di vetro e cemento che si aprono e a tratti circoscrivono la natura in piccoli cortili interni che enfatizzano il silenzio e ne accentuano l’austerità spaziale. Il “silenzio” della forma moderna diventa rarefatto palcoscenico di una danza astratta dell’assenza, un ovattato velo elettroacustico alla ricerca elegante della privazione sonora. Una privazione sonora ai limiti dello stato fisico, dove la muratura è confine di un territorio che si nega al caotico mondo esterno, dove sorgenti sonore si scontrano, si sdoppiano, rimbombano, si fondono e scompaiono delineando chiaramente i limiti spaziali di un silenzio simbolicamente lacerato (dal trascinarsi grezzo di una pietra).

Una centellinata scelta di assenza come ricerca “del suono del silenzio”: l’ambiente ed il contesto, qui, diventano amplificatore naturale di ronzii, impurità sonore e rumori sussurrati elementi “strumentali” d’eccellenza per una rigorosa ed elegante composizione ai limiti dell’astrazione.. Astrazione “come realizzazione dell’essere..” come si legge nel Modernismo critico di Tadao Ando di K.Frampton.

(7.0/10)

Scheda: Luigi Turra

Pubblicazione: 01 Ottobre 2008

File under: elettroacustica

| Archivio
Sara Bracco
Sara Bracco (Album 2008)

Rss

Abbonati al feed di Sara Bracco

copertina pdf #91