Recensione
Plaskaplaskabombelibom Le Man Avec Les Lunettes
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pop Voti redazione e staff

Le Man Avec Les Lunettes

Plaskaplaskabombelibom

My Honey Records

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Non bastano più le quattro pareti di una cameretta per contenere il pop variopinto dei Le Man Avec Les Lunettes. Del resto provateci voi a stipare tra il letto e l'armadio il violoncello di Daniela Savoldi, il basso di Giorgio Marcelli, la chitarra e il synth di Ombretta Ghidini, la batteria di Simone Gelmini più tutta la strumentazione degli onnipresenti Fabio Benni e Alessandro Paderno. Impossibile. Del resto gli anni passano e la famiglia si allarga e così quello che un tempo si faceva con un organetto e una chitarrina, adesso respira a pieni polmoni archi, fuzz di sintetizzatore, arrangiamenti sofisticati.

A dar man forte alla band ci sono alcuni amici - il pop non è lo stesso se non lo condividi con le persone che ami –  come Francesca Amati dei Comaneci / Amycanbe, Ilaria D'Angelis degli A Toys Orchestra e Alessandro Scagliarini dei My Awesome Mixtape, per un happening che ha tutta l'aria di una festa di fine anno con tanto di zucchero filato e caramelle colorate. Perché si sa, dolce è meglio che salato, e nell'universo dei Le Man Avec Les Lunettes l'indigestione da saccarosio è sempre dietro l'angolo. Fortuna che i nostri sanno come muoversi fuori dai sentieri più battuti smussando gli angoli senza arrotondarli troppo, curando un idea di musica che esalta il particolare, lavorando con rigore sull'uniformità dei toni e la varietà degli stili, citando – soprattutto Belle & Sebastian e certo elettro-pop di scuola svedese – senza scopiazzare. Che a frequentare certi lidi c'è sempre il pericolo di affondare malamente se non si conosce la rotta da seguire.

Con Plaskaplaskabombelibom la band bresciana conferma invece le aspettative, cede a un pizzico di energia in più rispetto al passato, dimostra di aver raggiunto un ottimo livello di coesione e ci convince di saper pensare in grande, anche fuori dai soliti schemi. Peccato solo per quella malinconia da teen-ager in crisi esistenziale che nobilitava l'esordio del gruppo e di cui non v'è quasi traccia – a parte forse in I Can't Get Anything –  tra gli orpelli e la compiutezza del nuovo disco.

(7.4/10)

Pubblicazione: 01 Ottobre 2008

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2008)

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