I costituenti, che scopriamo essere L’Enfance Rouge e Les Hurlements D’Léo, hanno pensato bene che, se proprio è necessaria una repubblica, che sia selvaggia, all’insegna della libertà assoluta dai generi di appartenenza.
La banda etno-folk francese Les Hurlements D’Léo ha all’attivo sei album, ma è pressoché sconosciuta qui da noi, de L’Enfance Rouge sappiamo invece che è da sempre ben disposta a contaminarsi e a rileggere il proprio repertorio sotto angolazioni differenti. Il CD in questione vuole essere un manifesto d’intenti, a partire dalla copertina, e i riferimenti musicali sono chiari: l’avant-rock di Cambuzat si diluisce e macchia tutte le composizioni, imbevute di jazz come Catalunya ‘936 (aggiornamento di un vecchio brano degli Enfance Rouge), intrise di sonorità balcaniche (Kokoreç) oppure tinte di melodie morriconiane (Valse Monkey).
Il nome del progetto sembra richiamare quello dei gloriosi Savage Republic, ma in realtà c’è ben poco in comune, musicalmente. Qui non c’è trancepercussiva, né psichedelia post-industriale. Si tenta una terza via, con un voluminoso bagaglio rock che viaggia sui binari della tradizione popolare (tanto quella dell’Est che quella del Sud del mondo).
Sulle prime si resta spiazzati, sembra di ascoltare i Mano Negra che hanno scoperto di colpo le chitarre distorte (come in Devil), ma ci si ambienta quasi subito grazie alla rilettura per archi e fiati di Ordine pubblico degli Starfuckers (all’epoca uscì anche come singolo), che diventa un vero e proprio inno nelle mani del collettivo.
La Republique Du Savage si configura, in definitiva, come un gustoso diversivo per le band principali, giungendo ad una sintesi convincente nel brano conclusivo, Girl from Gibraltar, che parte danzereccia per poi mutare in un duello tra noise e funk. Non tutto il disco è su questi livelli, ma se la Repubblica reggerà probabilmente ne sentiremo delle belle.
(6.9/10)
Scheda: Republique Du Savage
Pubblicazione: 02 Aprile 2008
File under: Avant rock
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