Recensione
Again Jealousy Party
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musica fratturata Voti redazione e staff

Jealousy Party

Again

Burp Enterprise

Jealousy Party e St. Ride, ovvero la via italiana alla decostruzione. Del ritmo, per i primi; della forma canzone per i secondi, ad esser precisi. Procediamo con ordine e (mancanza di) disciplina. Jealousy Party è nome che dovrebbe dire molto a chiunque legga e/o ascolti di musica. Una storia musicale che si protrae nell’ombra da un decennio non per colpa della proposta musicale del collettivo, bensì della semi-cecità dell’odierno pubblico.

Again è un gradito ritorno a poco più di due anni da Now che ce li mostrava in splendida forma e coerenza. I 9 pezzi del comeback – equamente distribuiti tra composizioni originali e cover a dir poco personalizzate – vedono il collettivo continuare il discorso di frantumazione ritmica intrapresa con Now. Dall’iniziale Amaranta’s Dance alla conclusiva rielaborazione di Eclipse di Mingus è un continuo spappolamento di ogni componente della forma canzone, ma soprattutto del ritmo. Convulso e sincopato manco fosse un free-jazz con poco jazz mandato a 78 giri e poi accelerato (JP Punca For Trombones); fieristico o al limite circense (No Melody di Kevin Coyne) o ubriaco, gigionesco e claudicante (Echoes Of Harlem) alla maniera dell’estetica del detrito con la quale ricoprono la loro musica; epilettico e schizzato (una Stamps di Steve Lacy che puzza di zorniano) o fluviale e paradigmatico come in Il Danno Della Fiera. Ma potremmo continuare il discorso mettendo in mezzo la forte vena autoironica, il superamento a sinistra dell’avant-rock, il sapiente gioco dell’improv, l’evidente ricerca nei suoni, l’innata capacità di frammentazione, ecc. ecc. ecc. Musica di altissimo livello.

(7.5/10)

Scheda: Jealousy Party

Pubblicazione: 02 Ottobre 2008

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2008)

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