Self Titled
Dopo l’exploit degli Arcade
Fire il Canada è diventato un terreno fertile per cercare la next big thing
e i qui presenti Ten Kens rappresentano proprio il tentativo fatto da Fat
Cat di promuovere e sponsorizzare i nuovi eroi del rock. La scommessa è di
quelle da giocare e perché se da un lato i Ten Kens hanno tutte le cose al
posto giusto per sfondare, dall’altro non danno l’impressione di avere ancora
le idee chiarissime e spesso passano da un estremo all’altro, depistando un po’
troppo l’ascoltatore. Il problema forse è che una prima versione di questo
disco era già circolata in Canada e questo Self Titled mette un po’ le cose al
posto giusto, ma non si capisce bene quali siano i brani più recenti e quelli
più datati, perché ricordiamolo l’inizio del progetto Ten Kens data 2003 quandoDean Tzenos e Dan Workman iniziarono a collaborare. La formula musicale può
essere rozzamente definita come una forma abbastanza psichedelica e folk di new
grunge. I chitarroni di Seattle echeggiano qua e la, tra le pieghe del disco e
sono anche gli episodi che richiamano più attenzione. Pare di sentire i QOTSAdi John Homme nella spagnoleggiante follia di Spanish Fly o nella nenia messicana di The Alternate Biker. Un sensibile umore anni ’90 caratterizza la
demenza pop un po’ Supreme Dicks, un po’ Nirvana, un po’ Weezerdi Prodigal Sun. L’irresistile Worthless & Oversimplified Ideas sembra
fare il verso agli Stone Temple Pilots, con quel ritornello così macho,
così rock, cosi distorto. E ancora echi di Soundgarden (quelli più
psichedelici di Superunknown)
in The Whore Of Revelation e nella
super dark (e parecchio ironica) I Really
Hope You Get To Retire. Li dove i Ten Kens sbattono i pedali e pestano duro
entusiasmano decisamente, anche perché non credo si siano mai sentite chitarre
rock così sature nel catalogo Fat Cat. Lasciano interdetti i tentativi più folk
che restano sempre a metà strada tra una versione più gotica degli Arcade Fire
(Bearfight) o meno profonda dei Black
Heart Procession (Refined). Un
bel debutto su cui la Fat Cat ci ha visto giusto, ma il gruppo si deve ancora
fare per bene le ossa.
(6.5/10)
Pubblicazione: 20 Dicembre 2008