Ristampa
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Genere

drone folk

Data di uscita

Ottobre 2008

Pubblicazione

20 Dicembre 2008

The Dance Of The Moon & The Sun

Natural Snow Buildings

Students Of Decay

Pubblicato in proprio, in appena venti copie nel 2006, questo doppio album, ha vissuto un fenomeno di successo crescente e costante, sulla scorta del file-sharing e di alcuni selezionati blog (“Grown So Ugly” in primis) che hanno diffuso i due dischi dell’album in formato mp3 contribuendo per gran parte allo status di culto del duo francese. Un fenomeno immaginabile solo oggi, con la Rete delle reti. Ma è pur vero che senza sostanza non c’è campagna di marketing o passaparola che tenga. Dopo pochi ascolti The Dance rivela chiaramente il suo profilo di “capo d’arte” nel senso proprio di capolavoro nel genere (nonostante trascenda costantemente i generi). Due dischi, che vivono e rappresentano la dualità più vera e arcana delle cose scindendo l’ascolto in un giorno e una notte mitiche. Nemo Bidstrup, nelle liner notes della ristampa si produce nelle loti sperticate di rito: “Non è un giorno qualunque quando qualcosa di speciale arriva nella tua cassetta postale, ma quando succede, allora può cambiare la tua intera prospettiva…”.

Stessa magniloquenza nella parole di Alex Cobb, che presenta la ristampa con uno “short of perfection”. Il disco dura qualcosa di molto simile a tre ore, articolandosi in una triplice categoria di brani. Le ballad folk, cantate a mezza bocca e dallo spirito confidenziale, vagamente inglese, di Mehdi Ameziane che poi sviscererà meglio questo lato della sua musica nel progetto TwinSisterMoon. Appartengono a questo mondo, brevi sprazzi di estatica ed elegiaca beatitudine campestre come l’iniziale Carved Heart e le successiveInterstate Roads, Rain Serenade, Breaking Waters, The Cover-Up, The Cursed Bell,Away, My Ghosts. Tutti esempi di perfetti matrimoni tra chitarra e voce in uno stile di mezzo che guarda da una lato alla Julia di John Lennon, dall’altro alla Fade Away dei Mazzy Star e da un altro lato ancora alla tradizione britannica di Vashti Bunyan e Linda Perhacs. La seconda categoria di brani vive invece a cavallo tra questo e l’altro mondo, nella misura in cui fa convivere un approccio krautedelico di puro stampo cosmico con un solido aggancio melodico alle radici terrestri. E’ questo il caso anche dei brani dal minutaggio più ingente: Cut Joint Sinews & Divided Reincarnation, Wisconsin, Felt Presence, Ghostly Humming, A Ten Guardian-Spirits Motherfucker, John Carpenter, Remains in the Ditch of the Dead. I riferimenti in questi casi vanno a ricercarsi nella “rural psichedelia” dei Flying Saucer Attack (i primissimi fino a Further soprattutto), nelle meditazioni trascendenti della prima ambient dronata degli Stars Of The Lid, o in liquidi e onirici territori del sogno/incubo simili a quelli praticati da Windy & Carl. L’ultimo gruppo di brani vive a metà tra i due. Abbozzi eterei che cercano la melodia ma non la trovano, restando nel regno dell’informale. Si vedano i brani più misteriosi, maggiormente nella vena surrealista e esotica che sarà esplorata da Solange Gularte nel suo progetto solista, Isengrind. Brani come la title track, Eu Un Miroir, Obscurement, Tupilak, Wandering Souls, Mary Brown, Gary Webb, Whose Eyes Are Flowers,  All Animals in the Form of Water, My Bones Are Yours,  Tunneling into the Structure Until It Falls.

La special edtion in 100 copie della ristampa approntata congiuntamente da Digitalis e Students of Decay integra il doppio album originale con un altro doppio album di outtakes denominato Sunlit Stone e due cdr di brani inediti risalenti al periodo delle registrazioni, chiamati rispettivamente The Moonraiser e The Sundowner, il tutto impacchettato dall’impressionate lavoro grafico di Solange. Un giorno e una notte intere non bastano per rintracciare tutti i nodi e gli angoli perduti di un lavoro che regge il confronto con gli aggettivi più spregiudicatamente positivi della critica. Se una generazione è riuscita soltanto a guardare al “dark side of the moon”, un’altra, molto più piccola e selezionata, avrà ora la possibilità di guardare direttamente negli occhi il sole e di sentire nel cuore la voce più intima della luna.

(9.0/10)

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