Recensione
Ferndorf Hauschka
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musica per pianoforte “preparato” Voti redazione e staff

Hauschka

Ferndorf

Fat Cat

Ferndorf è un piccolo villaggio della Germania centrale, sito tra valli e foreste di pini. Un paesaggio caro a Vorkel Bertelmann, che ci ha passato l’infanzia prima di trasferirsi a Colonia e, poi, a Dusseldorf, costruendosi col tempo la fama di erede degli sperimentatori della tecnica del “piano preparato” di cageiana invenzione (per chi non lo sapesse, si tratta di un procedimento di accordatura del pianoforte che prevede l’inserimento, tra le corde, di oggetti di vario tipo, con lo scopo di donare allo strumento un suono ad altezza indeterminata). Dopo gli esordi con il nome Hauschka (che ancora lo accompagna) e con due album in due anni per l’etichetta tedesca Karaoke Kalk (Substantial e The Prepared Piano), Bertlemann, trasferite armi e bagagli alla Fat Cat, ha realizzato un'altra doppietta, di cui Ferndorf è l’ultimo atto (per ora). Un album che, rispetto al suo predecessore (Room To Expand), concentrato quasi esclusivamente sul piano preparato, appare altrettanto introspettivo e sentimentale, ma anche più corale, grazie all’apporto fondamentale del violoncello e di alcune elaborazioni elettroniche. Il suono del pianoforte, accompagnato da quelli sordi e percussivi ricavati dalla “preparazione”, rappresenta il tratto portante di tutti i brani, che hanno tutti la leggerezza del tratto di un pittore paesaggista non troppo originale, ma dignitosamente appassionato della sua arte. Stilisticamente la musica di Hauschka attinge dalle semplici melodie di Satie (Heimat, Weeks Of Rain), utilizza in maniera strutturale il ripetitivismo di Reich (Schones Madchen), e si abbandona nelle meditazioni musicali di Arvo Pärt, incollando il tutto con una scrittura cinematografica semplice e molto colorata, che nei momenti più intimi rischia di scadere in un eccessivo patetismo.

Se non fosse per la presenza del piano “preparato”, ci troveremmo davanti al solito disco buono per fare da sfondo a cortometraggi di ragazzini. Se non fosse per la presenza di quei rumori di fondo che si fanno oggetti e contribuiscono a dipingere i paesaggi della memoria del fanciullino-Bertlemann, non ne staremmo neanche a parlare.

(6.5/10)

Scheda: Hauschka

Pubblicazione: 01 Ottobre 2008

File under: musica per pianoforte “preparato”

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2008)

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