Recensione
Maybe They Will Sing For Us Tomorrow Hammock
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ambient, iceland Voti redazione e staff

Hammock

Maybe They Will Sing For Us Tomorrow

Darla

Il quarto disco degli americani Hammock č un concept dalle linee omogenee che abbandona la struttura melodica  di  Raising You Voice..Trying To Stop An Echo.Un'evoluzione naturale, quasi dovuta, che lambisce l'intima rarefazione compositiva di Sigur Ros, Eluvium, The Album Leaf. Parvenze di un rito iniziatico celebrato dall'eterea traccia di voce femminile quasi immaginata (Knight), suggestive atmosfere emotive (City In The Dust On My Window) a cui si somma un mutato assetto compositivo, partiture orchestrali che lavorano per sottrazione centellinando  gli interventi strumentali. Dilatanti e dilatate note, riverberate, accennate, dolcemente distorte,  evoluzioni stilistiche  che plasmano la forma (This Kind Of Life Keeps Breaking Your Heart )  arrivando a  convertirne  l'identitą (Mono No Aware). Un soave cullare di archi, a  tratti rappresentazione (Maybe They Will Sing For Us Tomorrow) di quel post rock cosmico dei connazionali Labradford. Sottili loop evocati (per Elm), pieni e vuoti di volumi che si intrecciano in un onirico dissolversi di lunghe arcate dal sapore grave, inaridite da sinuosi e quasi malinconici lamenti di synths.Un ancestrale ritrovato risveglio, un diradarsi di chiaro scuro (in Razorback Drug Town) quasi rinnegato (da  Eighty-Four Thousand Hymns), a dar voce al silenzio di  un simbiotico incontro di luce e di ombra. Richiami d'autore ( We Will Say Goodbye To Everyone), strutture a loop, ovattate soffocate e infine sommate in un mood che non disdegna richiami alle stutture compositive del Basinski di The Garden Of Brokenness. Ermetico/eremitico viaggio, cura ideale per un purificato rito d'espiazione da cui lasciarsi ipnotizzare.

(7.0/10)

Scheda: Hammock

Pubblicazione: 01 Ottobre 2008

File under: ambient, iceland

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Sara Bracco
Sara Bracco (Album 2008)

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