Recensione
Sunlight To Blue... Blue To Blackness Durutti Column
Cover image
dream-folk Voti redazione e staff

Durutti Column

Sunlight To Blue... Blue To Blackness

Kooky Records

Bookmark and Share Gallery

A Vini Reilly, come alle belle donne, si perdona tutto. Sa come persuaderti (che poi sia uno sguardo o una plettrata poco importa), e se tu abbassi la guardia, beh, cedi. Cosa gli imputiamo? Sicuramente certe sortite dei ’90 non sono il massimo, specie se il nome che si porta è di quelli nobili. Per cosa lo ringraziamo? Semplice, per averci regalato nel primo scorcio degli ’80, grazie a quelle mani affusolate e la flebile voce, opere di assoluta grandezza che voi tutti ben conoscete (perché in caso contrario avete sbagliato magazine!) Andiamo per approssimazione: Sunlight To Blakness dovrebbe essere, escluse compilation e varie memorabilia, il ventottesimo disco dei Durutti Column; e ognuno dei quali, anche nei suoi momenti peggiori, regala sempre un che di toccante. Nel precedente Keep Breathing ad esempio, giusto per attenerci al recente passato, ci stregò Gun quel tanto da perdonargli (te pareva…) le deboli Nina e It’s Wonderful in un disco comunque sentito. Sunlight To Blakness però è diverso, quasi un ritorno al passato. Poca elettronica dozzinale (negli ultimi lavori una presenza fissa), sound ridotto all’osso e più di un momento da segnalare.

Un disco acustico con molta chitarra e un po’ di pianoforte (il solo di Ananda) laddove, dicevamo, l’ispirazione pare quella di una volta (Head Glue anzitutto, ma anche Cup A Soup Romance e l’interregno tra Dylan e Young di Messages) e anche la front-cover con un giovane Reilly (supponiamo trattasi di foto d’archivio) pare cristallizzare il tempo. Stavolta non c’è nulla da perdonare, semmai chiediamo noi perdono per non ricordarlo mai abbastanza. Guardia bassa, cediamo. Inevitabile.

(7.0/10)

Scheda: Durutti Column

Pubblicazione: 01 Ottobre 2008

File under: dream-folk

| Archivio
Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2008)

copertina pdf #91