Recensione
I Noitasi Inoi Davide Tidoni
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sperimentale / musica stocastica Voti redazione e staff

Davide Tidoni

I Noitasi Inoi

Trovarobato

Ritorna a farsi vedere (e sentire) il percussionista Davide Tidoni, che avevamo conosciuto tre anni fa su queste pagine, in occasione dell’uscita di Platessa, album registrato in duo con Nark Bkp. Stavolta Tidoni fa tutto da solo e si ripropone con un progetto che affonda le sue radici nella musica aleatoria (musica in cui gli elementi e la loro successione sono, in maniera più o meno determinante, affidati al caso) e stocastica (cioè definita da rapporti probabilistici).

I Noitasi Inoi (titolo che è quasi l’anagramma di Ionisation, celebre composizione di Edgar Vàrese) è definita dallo stesso autore come una “behaviour score”, cioè, letteralmente, una partitura “comportamentale”. L’intenzione di avviare un processo di partecipazione attiva dell’ascoltatore è alla base del progetto e ne rappresenta la sostanza. Il cd è solo parte di un kit che comprende un’introduzione, 8 tavole che illustrano altrettanti comportamenti e un dado a otto facce da ritagliare e costruire. Attraverso un’associazione libera tra le 8 tracce del cd, (composte da suoni percussivi, oggetti vari ed effetti microfonici) e i “comportamenti” suggeriti,  si invita l’ascoltatore a “giocare” con il dado, selezionando di volta in volta la coppia sequenza sonora-comportamento, in modo da avere una percezione sempre diversa dei suoni, legata agli atteggiamenti suggeriti dalle tavole. Un procedimento che si potrebbe definire di “alea controllata”, durante il quale l’ascoltatore interagisce con il compositore in maniera creativa e sperimentale, ma libera solo in parte. Una atteggiamento compositivo, questo, che John Cage aveva superato già più di cinquant’anni fa affidando l’esecuzione alla natura stessa, annullando in questo modo la distanza tra il ruolo del compositore, quello del fruitore e dell’ascoltatore. In Inoitasi Inoi, invece, le “possibilità esecutive” rimangono limitate al numero di combinazioni possibili, concentrando l’attenzione sulla variabilità della percezione umana piuttosto che sulla trasformazione dei suoni (che di fatto rimane praticamente invariata, tranne che nell’intensità).

A parte, comunque, l’originalità dell’operazione (sulla quale si potrebbe discutere a lungo) resta il merito di chi, con convinzione, prova, rischiando, a riportare la musica sui binari della partecipazione attiva del fruitore al processo musicale, in un’epoca in cui l’ascolto passivo (e acritico, verrebbe da aggiungere) detta le leggi del mercato e della produzione.

(6.4/10)

Scheda: Davide Tidoni

Pubblicazione: 01 Ottobre 2008

File under: sperimentale / musica stocastica

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Daniele Follero (Album 2008)

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