Meglio dirlo subito...se non vi sono mai piaciuti, di certo non cominceranno a farlo con questo disco che, nel suo, non è nemmeno il peggiore dei tre catalogati sotto il nome The Delays. È che la sensazione da prodotto confezionato per contenute masse di giovani fintoalternativi, non te la scolli nemmeno se ti metti a declamare poesie ermetiche.
Everything’s the rush è comunque disco più maturo dei precedenti, forse gode di lavoro più duro sulle spalle o di maggiore ispirazione (che in questi casi è complimento non da poco), sta di fatto che gli arrangiamenti sono variopinti e completi come non mai nei dischi del quartetto inglese ed anche il prodotto impacchettato sembra, a prima vista, intero, finito, senza dubbio coerente. Ciò che c’era, c’è ancora, la formula non cambia: melodie facili facili, “muretti” di chitarre simil rock, falsetto ad armonizzare, testi adolescenziali e un’immaginario da pop inglese per teenager che inquadra subito il lavoro e ne segna(la) i limiti. Se proprio si vuole trovare qualcosa in più, sta tutto nella produzione…il passaggio dalla Rough Trade alla Polydor (sotto forma di Fiction) ha portato soldi nelle casse del gruppo; si sente nella pulizia e compiutezza dei suoni e si vede nei tre video dei tre prescelti singoli già scaricabili sul sito ufficiale, il tutto ancora prima dell’uscita dell’album! Come si diceva in passato, a loro riguardo, allontaniamo (anche stavolta) i paragoni con Smiths e La’s, qui si sorride senza impegno e basta: non si hanno le capacità per andare oltre, per qualche pensiero, per qualcosa di minimamente impegnato e impegnativo. Se proprio vi va, potrete passare qualche minuto divertito con Love made visibile (tra l’atro “Love made visibile, your skin feels incredibile, wrote your name in graffiti on the wall” è tormentone che vi rimarrà facilmente appiccicato, vostro malgrado) o preoccuparvi per la minaccia, che s’avvererà senza troppi patemi, cantata in Touch down (“If you go, if you go, I’ll be coming on your radio”)
In fin dei conti, però, è inutile farsi crescere la barba per sembrare più adulti: all’entrata dei pub ti chiedono sempre i documenti e finisci col rimaner fuori.
(5.0/10)
Scheda: Delays
Pubblicazione: 01 Ottobre 2008
File under: pop
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