Recensione
Toystore Coralie Clément
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french pop Voti redazione e staff

Coralie Clément

Toystore

Discograph

Quando si dice “affari di famiglia”: Coralie è sorella di Benjamin Biolay, iperattivo cantautore d’oltralpe tra i più interessanti delle ultime generazioni e - per quanto la damigella vanti studi classici sin dalla più tenera età - autentica eminenza grigia del lavoro. Una rapida occhiata alle note di copertina rivela infatti che costui ha scritto, arrangiato e prodotto ognuna delle dodici tracce cui la ragazza presta voce, malinconicamente cinguettante e ligia ai canoni del genere. Che è il french-pop sfoggiato nell’esordio Salle Des Pas Perdus, faccenda risalente a sei anni fa e discreto successo al botteghino.

Nel solco delle arcinote chanteuses tra ’60 e primi ’70 ci si torna a muovere ignorando l’impronta più rock del successivo Bye Bye Beauté, percorrendo i noti sentieri di Françoise Hardy, Jane Birkin e di quella Claudine Longet che nessuno cita mai. Sforzandosi, però, di aggiornare la proposta al terzo millennio nei dettagli sonori, grazie a un Biolay calatosi nella parte del Pigmalione (si prenda Houlala: Manu Chao virato yé-yé). Tolti un paio d’anoressici numeri etno-reggae e accolta con piacere l’aura malinconica (in Sono io, cantata nella nostra lingua), nel menu sapete cosa attendervi e ordinare a seconda dei gusti: melodie aggraziate (su tutte Shake The Day e la turistica polaroid Paris dix heures du soir); movenze bossanova (L’effect Jokari) e mal d’amore (Tu serais à moi, toccante commiato; Je ne sens plus ton amour, duetto con Etienne Daho). La somma riconsegna un disco gradevolmente accessorio, tuttavia col pregio di non darsi un tono di fasulla credibilità come fa la Bruni Carlà. A proposito di sventole: va da sé che il voto qui sotto non risente minimamente del faccino della Nostra, eh…

(6.4/10)

Pubblicazione: 01 Ottobre 2008

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2008)

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