I discorsi sul funk italo da qualche anno a questa parte passano sempre per la Riotmaker. Se ci mettiamo poi l’electro(rétro) derivata dalla Scuola Furano o la malinconia wave-hop del trentenne medio degli Amari, in bilico tra sindromi di Peter Pan e contratti a termine, il bingo è matematico. L’estetica indie del Bel Paese è quindi piacevolmente costretta a misurarsi con il pop, intrecciando ad ogni uscita della piccola grande etichetta di Udine delle maglie strettissime con il ritmo e l’elettronica. L’eco della piccola “revolution“ friulana si fa sentire sempre più pesantemente sul panorama mainstream: ogni nuovo numero di catalogo ci assicura qualità e freschezza, divertimento e – perché no? - classe.
Il ritorno del trio di Luca Carnifull prosegue la direzione presa un paio d’anni fa dal combo sui binari del funk rock. Se Modamare apriva a soluzioni e direzioni eterogenee, lasciando però qualche ingenuità e imperfezione dovute probabilmente all’ansia da debutto, oggi i nostri cavalieri sfoggiano l’arte della costruzione del ritmo in maniera compatta, con una produzione che in alcuni punti raggiunge le vette p-funk di newyorkese memoria. Andiamo con ordine. Il disco varia fra tre coordinate di base: la sensibilità melodico rock (inevitabilmente una canzone d’amore per il singolo che sarà Mama Uba), il richiamo della foresta punk (Hot Chip e Le Tigre nella veloce Noi voi alcool) e il Funk con la effe maiuscola (in Kaiserfunk e nella stupenda ‘O puzzone).
Ma il bello arriva nel mezzo: la disco. Ebbene sì: Ti faccio causa (ed effetto) è l’inno derivato dalle ritmiche chic anni ‘80 delle ragazze cin cin mescolate a un testo che va oltre il pop di Dariella & C.; Steamy Wonder ancora in zona dancefloor vira dalla parte dei padri Daft Punk (assonanza non casuale con le accelerate di Steam Machine). Si conclude poi con un’enigmatica e per questo singolare avventura nella progressività di 100 estati.
(7.0/10)
Scheda: Carnifull Trio
Pubblicazione: 01 Aprile 2008
File under: electrofunk indierock
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