Recensione
Silent Movie Quiet Village
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Exotica revival Voti redazione e staff

Quiet Village

Silent Movie

!K7

L’album di debutto di Joel “Dj Zeus” Martin e Matt “Radio Slave” Edwards è contraddittorio sin dall’inizio. Quasi in apertura c’è Circus of Horror, il trascinante brano funk che ha attirato l’attenzione su di loro ancor più dei remix per Gorillaz e Cosmo Vitelli. Questo pezzo dipinge uno scenario discutibile moralmente ma sicuramente molto stuzzicante: che cosa sarebbe successo se Curtis Mayfield avesse accantonato l’etica e invece che a Short Eyes avesse regalato la propria musica a horror dozzinali come Scream Blacula Scream?

Prima di arrivare a Circus of Horror bisogna però passare per il primo brano, il soporifero scandalo al sole di Victoria’s Secret, nel quale un oboe s’accompagna al rumore di una spiaggia, per evocare un’idea d’erotismo stantia anche per il fanclub di Fausto Papetti. Questa altalena tra interessanti trovate e pigri revival di un mondo perduto (lo stesso nome dei Quiet Village viene da un classico dell’exotica scritto da Les Baxter per Martin Denny) continua per tutto l’album, con desolanti momenti di stanca (la reggae muzak di Pacific Rhythm) e qualche guizzo che ridesta l’attenzione (su tutti Can’t Be Beat, praticamente un party di Halloween a casa di Isaac Hayes). I Quiet Village citano, campionano e ricopiano, cercano di riportare in vita lo spirito di antiche colonne sonore, senza però l’ironia di altri maghi del sampling come Girl Talk o Avalanches.

L’assenza d’ironia non sarebbe da condannare (il postmoderno spesso non fa altro che strozzarsi ridendo dei propri paradossi), ma in questo caso con l’ironia manca anche la fantasia. Come capita di frequente in molti album di musica strumentale (e strumentale è anche questo Silent Movie, visto che le molte voci presenti vengono usate come puri suoni) si potrebbe far valere il luogo comune della “colonna sonora per film immaginari”. Il problema è che sia i film che i Quiet Village intendono evocare, sia le loro colonne sonore, non sono affatto immaginari, ma molto familiari. L’abbiamo già visti, già sentiti.

(5.2/10)

Scheda: Quiet Village

Pubblicazione: 05 Giugno 2008

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Paolo Bassotti
Paolo Bassotti (Album 2008)

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