Alla quarta uscita fuori dagli Espers, Weeks continua a definire i contorni del suo universo desolante e desolato, espandendoli e marcandoli ulteriormente. Un altrove con cui i suoi estimatori hanno certo già confidenza, e che stavolta viene ricercato con ancora più sicurezza e pervicacia, prendendo saldamente le redini di uno stile che, aldilà delle note ispirazioni, più o meno lampanti - folk acido e pastorale, Canterbury, prog & dintorni (comprese certe cose di casa Nostra, a sentir lui), cantautoratooff inglese dei primi ’70 -, si rivela qui con incisività possibilmente maggiore rispetto alle prove precedenti. L’arsenale consueto di droni apocalittici, arpeggi solitari, armonie cosmiche e melodie narcolettiche viene spiegato in tutta la sua potenza, assistito da un songwriting centrato e una cura sempre più maniacale per atmosfere e dettagli (dall’uso massiccio del mellotron al rigore analogico del tutto).
Oltre alla precisione estetica, alla lunga di The Hive si finiscono per apprezzare gradualmente anche i singoli momenti, dalla nenia medievale di Funhouse a una The Lamb’s Path che potrebbe benissimo figurare in un album degli Air, dalle suggestioni bucoliche tra Floyd e Matt Elliott dell’iniziale You Won’t Be Ever The Same Again a una Burn The Margins arcana e fascinosa alla Mellow Candle, dalle cadenze Will Oldham di The Wait a una Donovan che più che a Mr. Leitch fa pensare a Barrett, fino alla – serissima - rilettura della Borderline di Madonna (che fa il paio con la recente Stay a cura di Malcolm Middleton). E quindi no, non è solo un rosario insanguinato alla Nico (la gotica title track, più espersiana degli Espers), è anche un drink su una spiaggia lontana (Lay Lowe la sua malinconia alla Santana), in un’inedita vena che cede pure a tentazioni folk-pop (Not Meant For Light, degna del migliore Mark Eitzel). Se Weeks dovesse mai trovare il coraggio di imboccare il percorso alternativo indicato da queste ultime due, sarebbe davvero una bella sfida. Intanto,
(7.2/10)
Scheda: Greg Weeks
Pubblicazione: 08 Dicembre 2008
File under: folk, psych
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