Recensione
Wilderness Brett Anderson
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chamber folk Voti redazione e staff

Brett Anderson

Wilderness

B A Songs

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Il suo debutto solista era asceso agli onori della cronaca come uno dei peggiori ritorni della scorsa stagione, eppure l’ex Suede non sembra ancora domo. Il profilo adesso è decisamente più basso, dagli arrangiamenti spogli e minimali (quasi una reazione all’enfasi recente) alla scelta autarchica di affidarsi a una minuscola label e rilasciare queste nove nuove canzoni anche in formati alternativi (usb stick in omaggio ai concerti). Ma la sostanza resta inevitabilmente la stessa: non è abbracciando sonorità autunnali alla Tindersticks / Cave (piano, violoncello, chitarra acustica) che si cela una tanto paurosa crisi artistica e d’ispirazione: testi che vanno dal banale al ridicolo (ve li risparmiamo: siamo a livelli di regressione all’adolescenza) e capacità di scrittura a dir poco limitate (leggi: brani un po’ troppo simili tra loro, quando non fotocopiati) parlano, tragicamente, da sé.

Certo, Brett ci sta provando in tutti i modi a risalire la china e ritagliarsi il suo cantuccio, ma finché si ostinerà a sfornare cose imbarazzanti come Back To You, duetto con un’improbabile Emmanuelle Seigner in veste di chanteuse (spiace smontarvi, ma il risultato è erotico e sensuale come può esserlo un frigorifero), la situazione è ben lontana dal riprendersi. Diciamo allora che qualche barlume di speranza qua e là si accende - Blessed, unico momento in cui la formula funziona a dovere senza sprofondare nel clichè, o certi gotici allestimenti sonori in Funeral Mantra. Ma è davvero troppo poco. 

(4.9/10)

Scheda: Brett Anderson

Pubblicazione: 15 Ottobre 2008

File under: chamber folk

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Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2008)

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