Recensione
How To Sell Soul To A Souless People Who Sold Their Soul? Public Enemy
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Hip hop Voti redazione e staff

Public Enemy

How To Sell Soul To A Souless People Who Sold Their Soul?

SLAM jamz

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I Public Enemy hanno le classiche sette vite come i gatti. Nonostante il periodo di calo creativo degli ultimi anni, i padri dell’hip hop militante, a vent’anni suonati di carriera, continuano per la loro strada e stavolta ci azzeccano. Chi il rap lo ha visto nascere, crescere e moltiplicarsi può solo mettersi nella posizione di un padre che, dall’alto della sua esperienza, prova a dare consigli e a cercare il dialogo con i propri figli, pur esprimendosi con un linguaggio e un pensiero divergente rispetto alle giovani generazioni. I Public Enemy sono tra le poche realtà hip hop (insieme ai Beastie Boyse a pochi altri) ad essere in grado di proporsi in maniera autorevole utilizzando uno stile old school ormai bello e storicizzato, senza risultare obsoleti.

In un presente costellato di contaminazioni, che vede l’hip hop sbriciolarsi nella miriade di combinazioni alle quali è soggetto, il Nemico Pubblico n.1 fa il punto della situazione, rimarcando a voce alta le radici della musica afroamericana e urlando al mondo ancora una volta il messaggio politico che da più di un ventennio prova a bussare alle porte di generazioni intere, rivendicando in rime la lotta politica.

Ma il teatro nel quale attuano Chuck D e compagni non è più quello degli anni ‘80 fa né dal punto di vista politico né musicale e i Public Enemy, da leader di un movimento, si sono trasformati in predicatori nel deserto che non trovano ragione di esistere al di fuori di se stessi. Un male relativo, questo, se comparato all’oggettività di un prodotto musicale di per sé molto ben fatto, grande esempio di quanto sia ancora attiva e fondamentale la componente “black” nell’hip hop. How You Sell Soul… è senz’altro un album all’insegna del crossover e spazia, senza mai perdere il proprio baricentro, da un funky che ha i tratti della famiglia Stone (la title track, Escapism) al metal e rapcore (Black Is Back, Frankenstar, Flavor Man).

Chi ha uno stile così ben marcato e definito può permettersi anche l’agio di poter tentare strade meno convenzionali, senza il timore di perdere la propria identità. A conferma di ciò, le escursioni nel pop di Harder Then You Think e Long And Whining Road e la cover in chiave cyber-dark dell’inno Hippie Eve Of Destruction di Barry McGuire, continuano a suonare maledettamente Public Enemy.

Potrebbe già bastare. Ma per fare le cose in grande, i tipi della Slam Jamz hanno allegato gratuitamente al Cd anche un DVD ricco di contenuti: un video del tour del ’99 con i Cypress Hill e Busta Rhymes, un video box, immagini del tour francese di quest’anno e di un live al BB King’s di New York del 2006, la storia dei PE a fumetti e un’interessante panoramica sulle band legate alla label. Che volete di più?

(7.2/10)

Scheda: Public Enemy

Pubblicazione: 19 Gennaio 2008

File under: Hip hop

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