La Sera Della Prima
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Genere

spy-story, storico

Durata

2h 47’

Sceneggiatura

Eric Roth

Cast

Matt Damon, Angelina Jolie, Alec Baldwin, Tammy Blanchard, Billy Crudup

Musica

Marcelo Zarvos, Bruce Fowler

Fotografia

Robert Richardson

Montaggio

Tariq Anwar

Data

02 Maggio 2007

Uscita Film

Aprile 2007

trailer

L’ombra del potere – The Good Shepherd

Robert De Niro (USA, 2007)

Da sempre, la tentazione del cinema americano è quella di puntare i riflettori sulla storia del proprio paese per scandagliarne le ombre e portare allo scoperto gli scheletri. Ma se il cinema indipendente stringe il campo sul presente o sul passato prossimo con una massiccia produzione di documentari, il cinema hollywoodiano preferisce scardinare le storie del passato, quelle ormai ingessate nel mito e nella leggenda. Così a Gangs of New York di Scorsese, o al recente split-film su Iwo Jima di Clint Eastwood, ecco aggiungersi L’ombra del potere di Robert De Niro.

Il film, allacciandosi alla fulminante carriera di Edward Wilson – un ottimo e gelido Matt Damon, come non si vedeva da Gerry di Van Sant – racconta come nacque il più celebre e potente servizio segreto del mondo: la CIA. Dalla società para-massonica degli Skulls and Bones (che annovera tra i suoi iscritti tutti i presidenti degli Usa); all’OSS, l’ufficio dei servizi strategici in attività durante la seconda guerra mondiale; alla CIA vera e propria, progettata per contrastare l’Urss in piena guerra fredda. Ma, nonostante il grande lavoro di ricostruzione storica, la cura e la perfezione dei dettagli, il taglio piano e documentaristico, che eccelle soprattutto nella precisione delle scenografie, la sceneggiatura di Eric Roth media con abilità tra la coralità con cui si dispiega la Storia e la singolarità della vita del protagonista. Così, il motore della narrazione - che spinge il film all’indietro in lunghi flashback - sono gli eventi che fanno del promettente studente di Yale il capo indiscusso del controspionaggio: un uomo taciturno, la cui vita quotidiana si svuota mentre il potere si concentra nelle sue mani. Da notare – ed è una finezza da sceneggiatori – che il grande amore della sua vita sarà una donna sorda: l’unica persona che, in un mondo di spie, non può carpirgli segreti. Ovviamente, come dice il titolo, la fotografia del film è intessuta di ombre e chiaroscuri. Le azioni si svolgono soprattutto di notte, e tra l’oscurità ognuno mette in atto doppi giochi. Ma non sono le azioni ciò che interessano De Niro. Anzi, per un film del genere, di azioni ce ne sono perfino poche e la violenza è concentrata in alcune scene, come se la riflessione e la descrizione minuta dei Servizi potessero lasciare intuire tutto il resto – tanto che L’ombra del potere appare come l’esatto opposto di Munich, sebbene condividano lo stesso sceneggiatore. Tra le poche, solo una scena esplora con estrema precisione la violenza del sistema e riannoda i fili con il presente: quella dell’interrogatorio che diventa tortura, dove la vittima ha la testa ficcata in un sacco nero, che subito ricorda i procedimenti utilizzati dall’esercito americano nelle carceri irachene di Abu Ghraib. Forse lo spaccato sulla burocrazia del potere contagia tutto il resto: un protagonista grigissimo, una regia controllata, un tono dimesso che non strappa emozioni. Il potere è banale, ma i film sarebbe meglio di no.

copertina pdf #91