La Sera Della Prima
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Genere

horror

Durata

1 h 39\'

Sceneggiatura

Neil Marshall

Cast

MyAnna Buring, Craig Conway, Natalie Jackson Mendoza, Molly Kayll, Stephen Lamb, Shauna Macdonald

Musica

David Julyan

Fotografia

Sam McCurdy

Montaggio

Jon Harris

Data

14 Dicembre 2005

Uscita Film

Ottobre 2005

trailer

The Descent

Neil Marshall (GB, 2005)

Era ormai da troppo tempo che il genere horror non produceva opere che avessero il coraggio di osare, di rompere i tabù, di violentare lo spettatore proprio nelle sue paure più profonde. L’horror, quello vero, non è una faccenda per teen-ager complessati o ragazzine annoiate. Per usare le parole di Brian De Palma: “Il genere horror è una forma molto filmica. Di certo è la cosa più prossima al cinema puro che abbiamo oggi”. Deve esserne cosciente il britannico Neil Marshall, che con The Descent firma la sua seconda regia (il suo primo film, Dog Soldiersè passato inosservato finendo direttamente nel circuito home video) e riporta finalmente i canoni del genere ad un livello alto, lontano anni luce da tutta l’immondizia che siamo costretti a sorbirci di questi tempi.

La storia è semplice, come si compete ad un film destinato a diventare un cult moviedel genere. Sei amiche, appassionate di sport estremi, decidono di dedicarsi all’esplorazione di una grotta persa da qualche parte nei monti Appalachi. Scendono in profondità, si immergono nei cunicoli, poi, ad un certo punto, si perdono. Marshall è molto abile nel tratteggiare i personaggi: sei donne, l’una diversa dall’altra, che si completano a vicenda e mostrano altrettanti modi di declinare la femminilità contemporanea.

Il film poi decide di giocare la carta del massacro sociale. Gettate nell’inferno, le sei donne diventano individualiste; lasciano emergere gli elementi più biechi del loro essere e smettono di fare gruppo. Ognuna decide di tenersi un pezzo di corda per sé e di non condividerlo, fino a quando un ulteriore salto di qualità nel dramma che stanno vivendo non arriva ad azzerare ogni pensiero. Nella seconda parte, quando entrano in campo gli oscuri abitanti delle grotte, si vira sensibilmente verso il gore, arrivando a lambire – come giustamente sottolinea Emanuela Martini - l’horror cupo ed efferato di Clive Barker. La misura della diversità rispetto ai film contemporanei è proprio nell’uso del sangue, che prelude ed è successivo ai momenti di pura brutalità, quando per continuare ad esistere si diventa tutti bestie.

The Descent non si discosta più di tanto dalla tradizione del genere, anzi, si fa vanto di esserne la vera continuità. I richiami più espliciti sono per Un tranquillo week-end di paura, come lascia intendere subito la citazione iniziale delle rapide. Ma è tutto il new horror degli anni ‘70 ad essere omaggiato e preso a modello. Quello che rende il film a suo modo originale ed inedito è la claustrofobica scenografia, fatta di grotte, anfratti, cunicoli e laghi di sangue. Onore al merito per lo scenografo Simon Bowles, che ha usato la stessa grotta artificiale, costruita ai Pinewood Studios, riadattandola poi di volta in volta, per farla sembrare sempre diversa.

Dopo The Descent c’è già chi parla di new new horror, nella speranza che la pellicola di Marshall sia il preludio a una nuova ondata paragonabile a quella degli anni ’70, quando girare un horror era prima di tutto un atto politico, di eversione e di denuncia. Se il mercato smettesse di premiare teenage slasher post-Scream e remake americanizzati di horror nipponici, allora ci si potrebbe dedicare a qualcosa di più forte, visionario e potente. Ma, come accadde nei ‘70, è più facile che la spinta all’innovazione venga dai casi isolati, costruiti con pochi soldi e molte idee.

copertina pdf #91