Sorprende venire a conoscenza che come prima scelta per il protagonista del suo terzo film (James Gandolfini, il complessato mafioso della serie tv I Soprano) John Turturro avesse in origine pensato a Bruce Springsteen, omaggiato nella pellicola con Red Headed Woman. Non avrebbe forse sfigurato nel ruolo di un working man neworkese, ma tant'è, è andata meglio così.
Gli attori (Gandolfini, Susan Sarandon, Steve Buscemi, Kate Winslet, Cristopher Walken tra gli altri) sono infatti il perno su cui si regge Romance & Cigarettes, film onirico coeniano (producono infatti i fratelli Joel ed Ethan) e bukowskiano, progetto che per una decina d’anni è covato nella mente di Turturro; un omaggio da un lato alla commedia musicale e alle sue origini (la madre cantante, la sua passione per la musica), dall’altro al cinema da cui proviene e alla passione per l’immaginario dell’eccesso di Charles Bukowski.
Sulla base di una storia di tradimenti e passioni (un operaio tradisce la moglie con la volgare e provocante Tula, una sboccatissima Kate Winslet), il regista costruisce un musical giocato sull’ironia e sul gusto per l’assurdo, in cui però si rivelano vistose falle nella sceneggiatura e nel finale consolatorio (lui ritorna dalla moglie), e una costruzione troppo meccanica nel passaggio alla parte musicale. I film finisce così per essere un minestrone di generi e citazioni, senza la genialità dissacrante dei Coen. Numerosi infatti sono i riferimenti, da Ballando sotto la pioggia al Titanic (la scena della sirena Winslet sott’acqua) alle atmosfere da Grande Lebowski, in un miscuglio che finisce per essere fumettistico e iperreale. Alcuni attori sembrano fare autoparodia dei loro ruoli più famosi, da Walken (sopra le righe, come in Ferrara) alla Sarandon (la casalinga frustrata di Thelma e Louise). Colonna sonora a tema: l’amore e le sue variazioni, le vittime e i tradimenti, le passioni, da Janis Joplin (Piece Of My Heart) a Springsteen, dalle canzoni italoamericane (ma c’è anche l’italiana Quando m’innamoro), a James Brown (It’s a Man’s World) e Tom Jones (Delilah).
In sostanza, un’occasione che poteva essere giocata meglio e un film che rimane in superficie, senza realmente mai graffiare. Peccato.
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