La Sera Della Prima
Cover image
Genere

fantastico

Durata

2 h

Sceneggiatura

Terry Gilliam

Cast

Barbara Lukêsova, Anna Rust, Matt Damon, Heath Ledger, Radim Kalvoda, Martin Hofmann, Harry Gilliam, Monica Bellucci

Musica

Dario Marianelli

Fotografia

Newton Thomas Sigel

Montaggio

Lesley Walker

Data

05 Dicembre 2005

Uscita Film

Novembre 2005

trailer

I Fratelli Grimm e l’incantevole strega

Terry Gilliam (Repubblica Ceca / USA, 2005)

I Fratelli Grimm è il tipico prodotto fantasy, che quelli della Miramax stanno cercando di venderci a tutti i costi, dopo i successi diHarry Potter e del Signore degli Anelli. In pratica, un film pop-corn per famiglie, con attori famosi, ironia da quattro soldi, qualche momento pauroso (ma non troppo…) e il lieto fine per uscire dal cinema con il sorriso. Io dico che questa discutibile prassi sta mostrando il segno, e costringere un artista come Gilliam a tutto questo è un delitto concepibile solo da una coppia di produttori cafoni.

Sì, perché il film in questione vanta una firma d’élite: quella dell’ex Monty Python, autore di film di culto come Brazil, e Il barone di Munchausen, che ha sempre lavorato per un cinema radicalmente opposto ai dettami edulcorati della “Disney Productions”. Gilliam è il deus ex machina di un mondo drogato (Paura e delirio a Las Vegas), anarchico, umorista, allucinato, lisergico. Lui il film lo voleva fare a sua immagine e somiglianza: se proprio Matt Damon deve essere il protagonista, perché non mettergli un naso finto?

Le vicissitudini produttive del film sono state molto travagliate e gli scontri con i fratelli produttori Weinstein intensi, se è vero quello che è poi trapelato: imposizione di Dana Headey, mentre Gilliam voleva Samantha Morton; imposizione di Matt Damon (sul naso finto si è già detto); licenziamento del direttore della fotografia, Nicola Pecorini, giudicato troppo lento. Che Gilliam si sia dovuto piegare a questi e altri diktat è cosa che si capisce benissimo dal film che è arrivato nelle sale. Del resto doveva pur uscire dall’impasse produttivo in cui si era perduto (Lost in La Mancha) andando dietro al progetto di The Man Who Killed Don Quixote.

A conti fatti, il film ha i suoi punti di forza soprattutto nelle splendide suggestioni visive, che prendono da Dorè, Friederich, Fussli, e illustrano perfettamente i diversi riferimenti fiabeschi, inseriti qua e là a mo’ di citazioni sparse: Cappuccetto Rosso, Biancaneve, la Bella addormentata nel bosco, e così via. Tutto è però piatto e prevedibile, in un film che al posto di unire Tim Burton (Sleepy Hollow) e Monica Bellucci (come sempre ingessata come una statua) avrebbe dovuto ritrovare un legame più diretto con i racconti di Angela Carter. Nonostante tutto, le ellissi stordenti di Gilliam non mancano: un cavallo che mangia in un sol colpo una bambina o un omino-biscotto di fango, che rapisce occhi e bocca ad un'altra bambina, in un allucinante episodio a metà tra Shrek e Svankmajer.

Per Gilliam, il momento del riscatto e della libertà creativa sembra però essere già giunto con il nuovo Tideland, film a basso costo e girato in completa autonomia subito dopo i Grimm, che comincia adesso a fare il giro dei festival.

copertina pdf #91