Recensione
L'Audace Bianco Sporca il Resto Leitmotiv, Richard Linklater
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crossover folk Voti redazione e staff

Leitmotiv, Richard Linklater

L'Audace Bianco Sporca il Resto

La Fabbrica

Incontrammo questo quartetto salentino grazie a Safarà, demo del 2005 che ci colpì grazie alla poliedricità irrequieta e appassionata, una burrasca rock nel mediterraneo, esotismi e trepidazioni nel cielo d'Albione, wave strattonata swing come se piovessero rane dal cielo. Nel frattempo, i Leitmotiv sono diventati un quintetto (c'è una chitarra in più) e hanno ben pensato di scegliere quali compagni d'avventura un produttore come Amerigo Verardi e un tecnico del suono come Maurice Andiloro. Insomma, le premesse per un buon disco d'esordio c'erano tutte, e infatti: L'audace bianco sporca il resto è un buon disco.
Che ti spiazza pezzo dopo pezzo, spostando le coordinate linguistiche (italiano, francese, inglese, spagnolo, napoletano, pugliese...) e formali (un rock che trasfigura etno-folk, wave, blues, chanson, swing, hip-hop...). Sedici stazioni di un percorso intenso e febbrile attraverso i travagli amorosi e socioesistenziali dell'anima contemporanea, se così si può dire. Suonato col giusto equilibrio di foga e accuratezza (quel violoncello e quei cori che impreziosiscono con discrezione), ben cantato da un Giorgio Consoli non potente ma espressivo e soprattutto mai banale, il programma azzecca forse i momenti più alti con Tango Fluvial (i Perturbazione con una febbricola vaudeville-swing), Acqua di luna (immaginate dei Calexico partenopei), la battente La Flute Magique (i Noir Désir in fregola hard-glam), la struggente Talita Kum (in sella ad un pianoforte brumoso degno dell'ultimo Nick Cave) e l'iniziale Balocchi (una pensosa malinconia Massimo Volume).
Tenerli d'occhio è un atto dovuto.

(7.2/10)

Pubblicazione: 01 Dicembre 2008

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2008)

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