King's Curse
I Begushkin sono un quintetto organizzato attorno al cantante, compositore e multistrumentista Dan Smith da Brooklyn, uno che si è visto spesso bazzicare nell'entourage di Will Oldham. Sono frequentazioni - ne converrete - che non avvengono a caso né senza lasciare segni tangibili. Difatti, malgrado gli intenti psych rimandino più o meno chiaramente a certi turgori acidi nella cuspide tra sessanta e settanta (scommetto che nella discoteca di Mr. Smith non mancano Vanilla Fudge, Troggs e Ultimate Spinach), la componente folk-rock risulta alla fine predominante, seppure del tipo fosco & brusco che chiama in causa più le irrequietezze Gun Club (Redhood, Death Valley) e Grant Lee Buffalo (Refugee And The Hag, Convict's Lament) che non le afflitte agnizioni del principe Billy.
Inevitabile, verrebbe da dire, visto che il parco strumenti non prevede organi prediligendo ingredienti roots quali fisarmonica, violino e mandolino, oltre a quelle chitarre costantemente impegnate a stringere elettrici patti col demonio. Ciò che non preclude intriganti escursioni dell'estro compositivo, tipo la stringente litania Leonard Cohen di Joy Is Gone (con quei coretti gotici come una lancinante anomalia) e una Gone To Hell che rimastica ballate Pink Floyd col piglio assieme torvo e pungente di certi Destroyer.
Un piatto ben più ricco e saporito rispetto al conciso esordio Nightly Things (Locust, 19 giugno 2007). Attendiamo altre portate.
(7.2/10)
Pubblicazione: 01 Dicembre 2008