La Sera Della Prima
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Genere

commedia

Durata

1h 50’

Sceneggiatura

Gianni Romoli, Ferzan Ozpetek

Cast

Ennio Fantastichini, Ambra Angiolini, Isabella Ferrari, Stefano Accorsi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favini, Milena Vukotic,

Musica

Neffa

Fotografia

Gianfilippo Corticelli

Montaggio

Patrizio Marone

Data

08 Maggio 2007

Uscita Film

Febbraio 2007

trailer

Saturno contro

Ferzan Ozpetek (Italia, 2007)

Spunti di riflessione. Pensieri, meditazioni. Solitudini e condivisioni. Foto di gruppo in interni, firma in calce per le visioni quotidiane di Ozpetek: nessuna fata, nessuna ignoranza, nessuna sacralità. Solo l’anelito e il desiderio, la tensione degli affetti, la loro cura, la fenomenologia, racchiusa nel salotto per la cena di festa, nel giardino triste della casa di campagna, nella sala d’attesa dell’ospedale o nell’aria gelida d’una camera mortuaria.

Il personaggio chiave delle pellicole di Ferzan è sempre un gruppo: amici, conoscenti, compagni. Pezzo collettivo composto da frammenti che si staccano dal flusso infinito sotto le luci della telecamera, brani emotivi che attraversano il quotidiano e ci mettono lì, seduti e tranquilli, trasformando la poltrona del cinema in un metro di tavola, uno spazio che riunisce un qualunque gruppo di amici in una qualunque città. Tutto è medio e tutto è normale, tutto è tenue. Tutto scorre e lacera.

La dipendenza e la diversità, la droga e gli affetti, la rabbia e i black-out comunicativi, le separazioni e le bugie. Le parole spezzate, gli abbracci, e gli occhi che improvvisamente cadono, perdendo la luce mentre la bocca mastica la carne delle polpette. I rituali che esorcizzano una dipartita improvvisa, che interrompe il fluire e costringe a ripensare, a elaborare: ancora un lutto, ancora quel punto interrogativo. Forse questi non sono argomenti universali, né tematiche di stretta attualità: sono assaggi che passano sotto l’occhio del regista, sono mani e corpi, vestiti, abitudini. Intimità condivise.

Quando il film finisce c’è una pallina che rimbalza sul tavolo, da una parte all’altra, e Intorno, il gruppo intero, il personaggio. Il dolore arriva e passa alla prossima, evento critico che cerca risposte. Il film finisce e sembra che nulla sia successo. Qualcuno si aspetta ancora i risvolti, le direzioni. Ma la metafora, la sola metafora che esce da questo film è la bellezza irripetibile dei percorsi di una persona attraverso le sue relazioni, le sue condivisioni, nelle sue immagini di gruppo.

Come un album di fotografie che improvvisamente si anima, e che, quando una di queste foto scompare, prosegue comunque, ineluttabile, a rigenerarsi attraverso altri occhi, altre storie nelle pagine. Altre piccole immagini animate del personaggio collettivo di Ozpetek, un personaggio semplice che senza parlare risponde, e stretto a sé, prosegue. Come la pallina di una piccola partita di ping-pong.

copertina pdf #91