Recensione
In un modo o nell'altro Hi-Risk Cafè
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crossover Voti redazione e staff

Hi-Risk Cafè

In un modo o nell'altro

Anomolo

Ha un che di algido e glaciale la musica degli Hi-Risk Cafè. Qualcosa che la rende distante da chi ascolta, immobile in un immaginario scenario futuristico, incastonata in lucenti cristalli di neve, quasi fosse un’entità intangibile e perfetta. Sarà forse per l’aspetto lindo e metallico delle strutture, le pregevoli doti tecniche dei musicisti o magari per quel suono - così coscientemente indeciso sulla direzione da prendere - che scalpita, si dibatte, pare inafferrabile e lontano anni luce dalle etichette preconfezionate.
Una formula che ruba all’elettronica per raffinare le trame e dare profondità, affida alle chitarre elettriche una funzione pressoché decorativa – spesso limitata a interventi dalla precisione chirurgica -, scommette sul ritmo e su modelli estetici anni ’80, completa il tutto con elementi provenienti da humus musicali tra i più disparati.

Dal lavoro di taglia e cuci emergono le rimembranze Pulp di And Now, le tessiture melodiche dal vago sapore grunge di Strange Obsession, le aspirazioni punk-wave di AlwaysThe Same, le intuizioni industrial di Feel It , le distorsioni robuste di More – nei dintorni di International Noise Conspiracy – o magari il rumorismo free della title track.
Un piacevole guazzabuglio di stili insomma, libero di essere interpretato a piacimento e dal buon livello qualitativo.

(6.7/10)

Scheda: Hi-Risk Cafè

Pubblicazione: 01 Giugno 2006

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Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2006)

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