Recensione
Cantina Tapes Gomma Workshop
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sperimentale Voti redazione e staff

Gomma Workshop

Cantina Tapes

Madcap Records

Vittorio Demarin è un musicista poliedrico, un sarto del campionatore, un’anima adulta che non ha perso il piacere infantile della scoperta. E’ sufficiente ascoltare quello che pubblica con lo pseudonimo di Gomma Workshop per rendersene conto: idee e riferimenti dei più disparati sotto forma di sovraincisioni, cesure, suoni pulsanti, affastellamenti strumentali, loop, spesso assemblati col fine di creare vere e proprie colonne sonore. Come nel caso di Almanacco, animazioni prive di commento e realizzate dallo stesso musicista che dipendono in tutto e per tutto dalla musica (nello specifico i Cantina Tapes).

Demarin dimostra di saper creare ponti melodici stabili tra le parti con cui rendere credibile il lavoro di taglia e cuci alla base dell'opera, grazie a un fluire armonico morbido e paradossalmente coerente. Tra umori sintetici e registrazioni d’antiquariato, musica concreta e strumenti suonati – archi, sax, arpa, fagotto, clarinetto, fisarmonica, batteria, contrabbasso, tastiere -, parentesi scherzose e cartoon, sonorità giocattolo e cambi di rotta improvvisi.

Se Clownsclan è Paolo Conte in salsa mitteleuropea e Pijama’o’Rama un collage schizoide di elettronica e melodie cinesi, Calomore è trip-hop free per sintetizzatore e ottoni, Solofone è jazz liquido per wurlitzer e ronzii di mosche, FantaJma una collezione di voci sotterranee e chanson francese, Kgphono un valzer mutante da giostra di Natale.

Uno zapping sonoro impossibile da decifrare e trattenere ad un primo ascolto, ma sintomatico di un lavoro da certosino sui suoni.

(6.8/10)

Scheda: Gomma Workshop

Pubblicazione: 01 Gennaio 2006

File under: sperimentale

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