Frutto di due differenti sedute di registrazione, rispettivamente del 1990 e del 1989, queste Peel Sessions sono un salto nel passato glorioso della formazione americana, una band che tra la fine degli Ottanta e l’inizio dei Novanta contribuì non poco a personalizzare il clangore adolescenziale del movimento shoegazer, alterandolo a suon di valium e intuizioni vaporose. Un déja vu sonico, capace di perdersi nell’elettricità cortese e nelle vacue sonorità psichedeliche, nelle smerigliature dissonanti e nelle atmosfere indolenti, nelle attese articolate e nelle declamazioni “stonate” alla base del suono della formazione di Boston.
In una tracklist equamente divisa tra brani autografi e cover, le sorprese migliori le riservano probabilmente le seconde, rielaborazioni in stile Galaxie 500 di rivoltellate punk di marca Sex Pistols – Submission –, contributi di Young Marble Giants – Final Day –, brani minori di Jonathan Richman – Don’t Let Our Youth Go To Waste – e testimonianze sonore di Buffy Saint Marie (Moonshot). Un gusto per l’omaggio garbato, che trova una ragion d’essere nelle chitarre in distorsione e nei vocalizzi narcotici che rallentano il primo episodio citato, nei toni evocativi e nel folk acustico alla base del secondo, nelle galoppate fuzzeggianti e nel pulsare ipnotico di basso che decorano il terzo – il migliore del pacchetto –, nelle melodie ruffiane e nelle delicate incursioni elettriche che strisciano languidamente nell’ultimo.
Poi c’è il gruppo di vent’anni fa, intento ad omaggiare la Nico del periodo Velvet Underground in When Will You Come Home, appassionato sostenitore di uno shoegazer esemplare quanto etereo in Flowers – dall’esordio del gruppo Today –, deciso ad esprimere la propria anima tra silenzi e ritorni in Blue Thunder e Decomposing Tree.
Brani che oltre a favorire un inevitabile “effetto nostalgia”, offrono scampoli di musica lucida e narcotica al tempo stesso. Un flashback piacevole ed elegante fortemente voluto, in primis, da Damon Krukowski e Naomi Young, alla batteria e al basso nei Galaxie 500 e proprietari dell’etichetta 20/ 20/ 20.
(6.6/10)
Scheda: Galaxie 500
Pubblicazione: 01 Febbraio 2006
File under: shoegaze
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