Dark Developments vede il ritorno dell’outsider georgiano Vic Chesnutt, qui accompagnato dal collettivo Elf Power, a un anno di distanza dall’importante North Star Deserter. La malinconia e l’espressività del Nostro si moltiplicano in nove brani, interpretati con la voce dilaniata che ben si conosce. Il gruppo del collettivo Elephant Six, con i precedenti collaboratori di Chesnutt Amorphous Strums forniscono il tessuto connettivo dell’album, fatto di songwriting, rock, soul e psych pop. Dark Developments è disco più aperto del precedente in alcune occasioni, che sfiorano quasi una certa indolente solarità - parola grossa in verità per il Nostro - mentre si chiude in altre, assumendo il consueto tono da songwriting sofferto e dark non dissimile da un John Cale, un Lou Reed in acido e un Nick Love psichedelico. Il tutto con un’attitudine lo fi pop che si riconcilia con il tipico mood fai da te di Chesnutt e ne riconferma l’alterità e la grandezza, se mai ce ne fosse bisogno. Canzoni oneste e insieme stratificate, anche nei testi colmi di ironia e pathos, che cantano di sofferenze senza risparmiarsi in particolari, anche macabri (Every aspect of human nature needs to be written about. Writers are like Geiger counters, or seismic meters. They show you the things you should pay attention to that go on underneath). D’altra parte con una vita sofferta passata ai margini di cose da raccontare ne ha sempre avute in abbondanza. Welcome back.
(7.4/10)
Scheda: Elf Power, Vic Chesnutt, Amrphous Strums (The)
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