Era proprio gustoso l’EP che ha annunciato al mondo l’arrivo dei Pivot. Si chiamava In The Blood e riusciva a essere meccanico, sofisticato eppure sanguigno, pulsava carnoso e tecnlogico insieme. forse per questo avevamo intravisto in quell’EP un nuovo candidato al trono post-novanta conteso con Battles e similia. Detto questo, scemano leggermente gli entusiasmi ad ascoltare l’opera intera del cestista, che pure contiene In The Blood come gli altri pezzi pregustati nell’antipasto di cui sopra.
La Warp certo non ci ha visto male neanche ‘sta volta. Gli ingredienti per un capolavoro giocoso sul re-inizio a fronte della destrutturazione ci sono tutti; ma si può tranquillamente affermare che O Soundtrack My Heart non sia un capolavoro. La colpa è forse della scelta che non tanto per quantità ma per la pesantezza con cui è perseguita diventa preponderante, tra le tante che invece l’EP sembrava schierare come percorribili. È quella opzione che ci fa dire che il nome tutelare di O Soundtrack My Heart possa essere quello dei Kraftwerk di I, II e Ralf & Florian (Fool In Rain), proprio quegli album successivamente non riconosciuti dal combo tedesco, e invece sempre più influenti oggigiorno – vedi tutti i fine novanta, sempre tedeschi. Ecco, i Pivot dimostrano di saper coniugare i tardivi Don Caballero con gli esperimenti di Ralf e di Florian; provano anche ad aggiornare l’incrocio a cose che alla Warp conoscono bene (Love Like I). Il loro pur pregevole ibrido tra suonato ed elettronico, che segue il corso Warp che sta indagando sulle forme intermedie tra post-rock e techno, sembra però dare risultati migliori solo in momenti più energici (Didn’t Furious), meno nelle riflessioni kraute (sentite la differenza tra inizio e fine di Epsilon). Possiamo sempre pensare che la carriera della band sia da sviluppare antiteticamente rispetto alle poche tracce dell’EP d’esordio, che in pochi colpi andava dal ballo sfrenato all’intellettualismo altrettanto in-concessivo. E che quindi solo con altri dischi capiremo il ventaglio vero di azione del combo. Che dire; concediamogli l’attesa, certi che lo stile batteristico suonato/trattato un po’ drill e un po’ decomposto ci riuscirà a stupire ancora.
(7.0/10)
Scheda: PVT
Pubblicazione: 01 Novembre 2008
File under: Kraut-novanta
Abbonati al feed di Gaspare Caliri
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









