Le collaborazioni a distanza, al giorno d’oggi, nell’epoca delle comunicazioni iperveloci e del mondo globalizzato, sono diventate un’abitudine. Ma, esaurito il senso innovativo di operazioni del genere, viene da chiedersi, con maggiore senso critico, se e quanto, certi lavori, privati totalmente del rapporto umano, guadagnino davvero in termini qualitativi. In pratica, ci si chiede se vale davvero la pena, nell’epoca dei voli low cost, restarsene nel proprio studio e collaborare con un artista all’altro capo del mondo inviandosi dei semplici file audio. La risposta, ovviamente, non è unanime e dipende sempre e comunque dalle qualità artistiche dei “collaboranti” (di recente, vale la pena, per lo meno, di ricordare il felicissimo duo virtuale Alias-Tarsier).
Ma una cosa è certa: la collaborazione a distanza non aggiunge nulla (anzi, al massimo toglie qualcosa) alla creatività musicale. Toglie l’esperienza di suonare insieme per tentare una fusione stilistica; sottrae empatia all’esperienza del fare musica a stretto contatto; ed elimina completamente il rapporto umano, già ampiamente compromesso dalle nuove tecnologie. Con la conseguenza, come nel caso di questo esordio del duo Palms (Nadia Korinth e Ryan Schaefer), di dare vita a qualcosa che non è il prodotto e neanche la somma, di due diverse esperienze parallele. L’asse Berlino-New York, rappresentato dai due musicisti, non unisce né amalgama le differenze dei due artisti. Il risultato di questo connubio poco felice è un pop-rock venato di elettronica e ricoperto da un velo di tristezza darkeggiante che, in alcuni episodi, risulta addirittura bello. E’ il caso dell’iniziale Der Konig, sorta di incrocio tra l’etno-dark dei Dead Can Dance e l’incantato ripetitivismo dei Joy Division; o della incantevole New Moon, dream pop tanto disteso da avvicinarsi alla drone music), salvo poi diluirsi in soporifere ninne-nanne (End Of Term) elettronica alla Vangelis (Monte Alban), scimmiottamenti di PJ Harvey (Hang Your Head) e canzoncine pop-rock in stile R.E.M. Un’accozzaglia di materiali, insomma, buttati lì come giocattoli sul pavimento. E con nessuno che ci giochi sul serio.
(5.0/10)
Scheda: Palms
Pubblicazione: 01 Novembre 2008
File under: Pop Rock
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