Recensione
Time Traveller Plantlife
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Funk soul Voti redazione e staff

Plantlife

Time Traveller

Rapster Records

Dopo aver girato e collaborato con i nomi più gettonati del soul mainstream (Alicia Keys, John Legend, Beyonce e molti altri) torna Jack Splash. Il frontman, non pago del tour e degli impegni di registrazione internazionali, lavora di continuo, tanto che quando uscirà questo disco starà preparando pure un progetto parallelo con Cee-Lo, una delle due metà della strana coppia Gnarls Barkley. Lasciamo perdere il gossip e veniamo al sodo. Qui si tenta di rifare un po’ quello che gli Outkastavevano proposto con successo qualche tempo fa, anche se le coordinate non sono “hip-hop based”, ma pescano nel funky e nel soul più black che mai.

Dire black non vuol dire niente, dato che l’eterogeneità del ritmo va dal dubstep al pop, da Detroit agli emuli della Motown. Nessuna critica dello spaesamento o dell’overload informativo/musicale contemporaneo. Si vuole solo sottolineare che se l’ascoltatore medio si trova sempre di più di fronte a una infinta playlist, anche il musicista alle volte è tentato dalla hybris e vuole percorrere troppe strade, quasi per un moto di troppa autostima o di velata supponenza.

La prova ce l’abbiamo sotto le orecchie. Quest’album vuole fare un “riassunto delle puntate precedenti” del funky e sa già – per questo - di perdere la scommessa. L’operazione è ambiziosa, tanto che in alcuni punti l’ascoltatore non avvezzo al ritmo in levare potrebbe anche sorprendersi: Sumthin About Her arriva con un basso supercaldo e una sezione di archi classic disco, Take It Off è un concentrato di scuola Ottanta remiscelato col midi che sa molto di Crookers e Scuola Furano, Outta Control la solita hit per sculettare in sexylevare. E via così calando poi in una pletora di clichè che devono stare in un disco black.

Il punto è che o si gioca d’astuzia e si devia in modo intelligente, o la pretesa di costruire un classico che faccia a gara con Prince(tanto per tirar fuori un mostro sacro) è un po’ troppo. Insomma le capacità ci sono, solo che se si vuole strafare dopo più di un’ora la spocchia esce tutta. Ci sta da sottofondo, niente di più.

(6.0/10)

Scheda: Plantlife

Pubblicazione: 27 Maggio 2008

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2008)

Rss
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