Recensione
Self Titled Kobayashi (ITA)
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Wave noise Voti redazione e staff

Kobayashi (ITA)

Self Titled

CORASONG Produzioni

Ebbene sì: siamo stanchi delle inesauribili figliolanze Marlene Kuntz. Ben vengano però i tentativi di gettare il cuore oltre il circolo vizioso di un cantautorato rock oramai esausto. In questo senso, i Kobayashi sono più che un'ipotesi. Debuttano in lungo - dopo un paio di ep - col motore a pieni giri, forti di rabbia, intensità, ansia di indagare quel disagio che (forse, ancora) ti spinge a gettare lo sguardo nell'inguardabile.

Cercando pagliuzze dorate nel buio. Non c'è spazio, nella poetica dei tre carraresi, per qualcosa che suoni veramente speranzoso. Ma la stessa energia che li porta a percorrere corrusche strade hard-noise (Tubo, Rido per niente), azzardare scorribande wave-funk (Primitivo) con ascendenze math (Crepa 3), lambire indie-romanticismi british (Gioia inutile) o angosce electro-wave (Io non vorrei...), testimonia un dibattersi vitale, di cui i testi sono contorno o sostanza, mai presenze accessorie (un plauso particolare a Equilibrista e Tutti gli uomini nascono, invero i pezzi più kuntziani del lotto).

Bruschi e frenetici, imprendibili negli arrangiamenti (ora fanno perno su due bassi e batteria, ora aggiungono chitarre elettriche o acustiche, eppoi glockenspiel, sintetizzatori, casiotone...), propensi a strattonare i suoni verso una strisciante e ininterrotta distorsione. Riescono a farti credere di poter recitare un ruolo di primo piano, ma il problema è stabilire quale (i Liars italiani? La mutazione Shellac dei CSI? L'anello di congiunzione tra Afterhours, QOTSA e Primal Scream?). Intanto scelgono di evitare la distribuzione canonica, vendendo il disco solo ai concerti oppure online. In bocca al lupo.

 

(6.9/10)

Scheda: Kobayashi (ITA)

Pubblicazione: 01 Novembre 2008

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2008)

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