Recensione
Romance Ain't Dead Kid Acne
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Brit Hip-hop Voti redazione e staff

Kid Acne

Romance Ain't Dead

Lex Records

Sin dalla copertina di Romance Ain't Dead il Ragazzo Acne parla chiaro e vuol farsi interpretare come un moderno William Hogarth che, per fustigare i costumi di Albione, ha preferito il rap al pennello. Poco male, giacché da quelle parti esiste una lunga tradizione di osservatori sociali che, a seconda delle epoche, opta per un mezzo espressivo diverso, sia esso penna, chitarra o beatbox. Il problema è semmai che di gente capace di tramutare il quotidiano di una singola nazione in qualcosa di universale non ne nasce tutti i giorni. Ancor più se finisci con l’annoiare e scadere nell’autoreferenzialità dopo un disco o due come - tanto per non uscire dall’ambito di riferimento - The Streets e Dizzee Rascal: è infatti una versione più low-fi del primo (si veda Shut Your Mush…) che viene in mente, ascoltando questo ragazzo dell’East Midlands trasferitosi a Londra in occasione della terza mossa discografica. 

Che ce lo racconta cresciuto a pane e Beastie Boys (potente assai Sliding Doors, ma Roc Roc Radio scopiazza malamente So Wat’cha Want) e, più in generale, mediamente talentuoso nel mostrare le proprie radici intrise di rap minimale anni ’80 (You're Not Wrong, South Yorks). Viceversa spaesato e senza bussola quando prova a darsi al punk in versione pub serale (pinte di rossa, freccette e patatine comprese: i risultati, risibili, si chiamano Oh No You Didn't e 2, 3 Break It), sicché più azzeccate risultano le deviazioni dalla strada maestra incarnate dalla marcetta oppiacea Worst Luck e dall’irruento braggadocio Eddy Fresh. Volenteroso e non provo di argomenti, Kid Acne farebbe meglio a restare nel quartiere che più gli è familiare, se non vuole evitare brutte figure.

(6.3/10)

Scheda: Kid Acne

Pubblicazione: 01 Novembre 2008

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2008)

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