Recensione
Lies Heartbreak
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Dancepop 80 Voti redazione e staff

Heartbreak

Lies

Lex Records

C’erano già stati i Righeira qualche rempa fa a portare il discorso 80 sul piatto. Ora che è passato un anno e che di mezzo c’è (stata) la spinta di neo-modernariati declinati in maniere completamente diverse (vedi per esempio Air, Bloody Beetroots, Crookers e Ladytron) ci mancava l’ennesima conferma britannica che gli 80 sono oggi. Non stupiamoci quindi se ai party vediamo emuli di Bjon Borg, spalline, fuseaux, capelli cotonati e orecchini giganti. Se poi ascoltiamo le tastiere e le voci robotiche à la Abba/Moroder degli Heartbreak il gioco è fatto. Basta minimal: ogni tanto per andare avanti si va indietro e ci si imbatte con qualche lacrimuccia in dischi come questo.

Tastierine che ricordano i Gazebo (Akin To Dancing), progressività à la Art Of Noise (Deadly Pong Of Love), un po’ di acido e una voce che ricorda tanto il nostro Camerini mixato con Kavinski (Robot’s Got The Feeling). Tutti ingredienti che sicuramente non sconvolgono, ma che ci fanno capire come la prossima svolta potrebbe essere (o forse è già stata) una stagione musicale che per opporsi al nero del sociale, lotta con lustrini e paillettes. Che questi piccoli dischi siano un grande segno?

 

(6.3/10)

Scheda: Heartbreak

Pubblicazione: 01 Novembre 2008

File under: Dancepop 80

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2008)

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